Conciliazione famiglia-lavoro: Istat, nel 2018 il 38,3% delle donne italiane con figli under15 costrette a modificare aspetti professionali

Nel 2018, il 22,5% degli occupati con figli di 0-14 anni ha dichiarato di aver apportato un cambiamento nel lavoro attuale per prendersi cura dei figli (cambiamento o riduzione dell’orario, cambiamento di lavoro o altra modifica). È quanto emerge dal report “Conciliazione tra lavoro e famiglia” per l’anno 2018 diffuso oggi dall’Istat.
“Se padri e madri riportano problemi di conciliazione in ugual misura, sono soprattutto le donne – si legge nel report – ad aver modificato qualche aspetto della propria attività lavorativa per meglio combinare il lavoro con le esigenze di cura dei figli: il 38,3% delle madri occupate, oltre un milione, ha dichiarato di aver apportato un cambiamento, contro poco più di mezzo milione di padri (11,9%)”.
Stando ai dati diffusi, emerge una sostanziale omogeneità sul territorio nazionale per quanto riguarda la percentuali delle madri ad aver apportato un cambiamento nel lavoro mentre, per quanto riguarda i padri, le modifiche hanno avuto maggior incidenza nelle Regioni del Centro-Sud.
“Le principali modifiche – prosegue il report – riguardano la riduzione o il cambiamento dell’orario di lavoro. Tra le madri che hanno modificato aspetti del proprio lavoro più di sei su dieci hanno ridotto l’orario e circa due su dieci lo hanno cambiato senza ridurlo. Tra i padri invece, il cambiamento più importante segnalato è la modifica dell’orario (38,3%) più che la sua riduzione (27,2%)”.
Secondo l’Istat, “la possibilità di modificare l’orario di inizio o di fine della giornata lavorativa e di assentarsi un’intera giornata per motivi familiari senza dover ricorrere a giornate di ferie rappresentano importanti strumenti di conciliazione dei tempi vita-lavoro per i dipendenti con responsabilità di cura”. Nel 2018 quasi il 39% dei dipendenti tra i 18 e i 64 anni (6 milioni e 862mila) ha dichiarato di occuparsi di figli con meno di 15 anni o di prendersi regolarmente cura di parenti non autosufficienti di 15 anni e più; tra questi un terzo ha affermato di poter modificare l’orario di inizio o fine della giornata lavorativa ogni volta se ne presenti la necessità mentre il 28,4% solo in casi particolari.

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