Chiara Lubich: Riccardi (Comunità di Sant’Egidio), “non era un santino, ma una donna appassionata dell’unità”

“Riflettere e celebrare festosamente la figura di Chiara Lubich è molto importante e mi piace l’idea che lo spirito con cui entriamo in questo centenario sia quello dell’incontro. Il tempo è bastardo e spesso riduce le persone a santini, le impolvera o le fa dimenticare, ma Chiara aveva il cuore pieno di santità, non era un ‘santino’, era una donna vera, vulcanica, una trentina che si è aperta al mondo. Questo è stato il suo percorso: Trento, Roma, il mondo”. Così Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di S. Egidio, ha ripercorso le tappe fondamentali della vita della fondatrice del movimento dei Focolari, oggi a Roma, in occasione della presentazione degli eventi promossi, a partire dal 7 dicembre a Trento, per celebrare in tutto il mondo i cento anni dalla nascita di Lubich. “Sono passati cento anni dalla sua nascita, è coetanea di Wojtyla ed entrambi sono stati toccati dal dramma della guerra mondiale. Lei ha maturato il suo carisma nel cuore del grande conflitto, in un mondo lacerato e diviso. Chiara è protesa verso il mondo, non è stata una donna di sacrestia – ha osservato Riccardi -. Parlare di lei significa cogliere che in una storia fatta di uomini, in cui alle donne è lasciato un piccolo spazio, Chiara ha fatto la storia a tutto tondo: mistica, carità e politica. Un carisma evidente in lei è quello dell’amicizia, per lei nessuno era uguale all’altro, incontrava migliaia di persone ma era importante questa unicità che riconosceva nell’altro. Chiara Lubich è stata una donna appassionata dell’unità del mondo, questa la cifra attraverso cui capire la sua esistenza. Come scrive Chiara Lubich ‘i figli di Dio sono i figli dell’amore, combattono con un’arma che è la vita stessa dell’uomo’: è la vita come dono per realizzare l’unità”.

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