Azione Cattolica: Iacobelli e Zardi (Msac), “promuovere la democrazia attraverso il servizio nella rappresentanza e nell’informazione”

“Informazione” e “rappresentanza” sono le due “parole di democrazia” su cui si sono confrontati studenti di Azione cattolica e amministratori locali, nella prima edizione della Scuola di bene comune, che si è svolta a Pomezia, su iniziativa della Presidenza di Ac e del Msac. Accompagnati dagli spunti di riflessione e dall’esperienza, tra gli altri, di Beatrice Draghetti, già presidente della provincia di Bologna, e di Fabio Pizzul, giornalista e consigliere regionale, giovani e amministratori locali hanno avuto modo di comprendere che “in un Paese, in cui alle ultime elezioni europee il 47,7% degli elettori ha scelto di non andare a votare, è urgente prenderci cura della nostra forma istituzionale – hanno affermato Adelaide Iacobelli e Lorenzo Zardi, segretaria e vice segretario nazionali del Movimento Studenti di Ac – perché in democrazia, per ogni persona che sceglie di non partecipare, c’è un contributo irripetibile che viene meno”. L’iniziativa, che fa parte del progetto “A scuola di bene comune”, cofinanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione europea, ha messo studenti e amministratori di fronte alle proprie responsabilità di persone impegnate: “Essere eletti non ci legittima a diventare dittatori, ma ci responsabilizza ad essere tessitori di relazioni e di dialogo. In democrazia si ama con le idee e con le mani che le realizzano. Rappresentare significa amare perché o ami la classe, scuola, città, regione, nazione per cui ti candidi, o lo fai per te stesso e allora non lo farai mai bene. Inoltre, una buona comunicazione fa bene al Paese, mentre una cattiva informazione generare smarrimenti e confusioni”, concludono i responsabili del Msac.

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