Striscia di Gaza: p. Romanelli (parroco), “tregua fragile ma sembra tenere. Catena di preghiera per la pace”. La parrocchia riapre alle attività

“È fragile ma sembra reggere la tregua qui nella Striscia di Gaza. Oggi per la prima volta dall’inizio, martedì scorso, dei combattimenti tra le forze israeliane e la Jihad islamica, abbiamo ripreso le nostre attività pastorali. Si sono radunati gli scout e altri giovani per giocare e passare qualche ora di svago davvero necessario per riprendersi da tanta violenza”. Da Gaza a parlare al Sir è il parroco della parrocchia latina locale, (poco meno di 120 cattolici su due milioni di abitanti), dedicata alla Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli.

“Quello che, in altre località, potrebbe essere una cosa ordinaria, come svolgere un’attività con i parrocchiani, qui a Gaza assume i contorni della straordinarietà – racconta il parroco di origini argentine -. Ai nostri bambini e ragazzi non è sembrato vero poter uscire da casa e recarsi qui nei locali e nel cortile parrocchiale per giocare a calcio, cantare o ballare”.

“È stato bello vedere e ascoltare gli scout cantare un inno a san Giuseppe, patrono del loro gruppo. Ma ringraziamo Dio per questo dono e continuiamo a pregare per la riconciliazione tra i due popoli e per il Medio Oriente insanguinato. Continuiamo a chiedere a Dio il dono della pace – è l’appello di padre Gabriel – come in una catena di preghiera che abbracci tutti coloro che vivono in luoghi e teatri di guerra”. Questa sera nella parrocchia il parroco e gli altri religiosi reciteranno il Rosario e animeranno una adorazione eucaristica per ricordare tutte le vittime delle guerre. L’accordo di cessate il fuoco è entrato in vigore ieri nella Striscia di Gaza dopo due giorni di scontri che avevano ucciso almeno 34 persone nell’enclave palestinese.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo