Papa Francesco: a penalisti, “contrastare idolatria del mercato, reclusioni di massa, torture e affollamento delle prigioni”

foto SIR/Marco Calvarese

“La prima cosa che dovrebbero chiedersi i giuristi oggi è che cosa poter fare con il proprio sapere per contrastare” il fenomeno dell’idolatria del mercato, “che mette a rischio le istituzioni democratiche e lo stesso sviluppo dell’umanità”. Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i partecipanti al XX Congresso Mondiale dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale, in corso a Roma dal 13 al 16 novembre sul tema “Criminal Justice and Corporate Business”. “In concreto – ha spiegato Francesco entrando nel dettaglio – la sfida presente per ogni penalista è quella di contenere l’irrazionalità punitiva, che si manifesta, tra l’altro, in reclusioni di massa, affollamento e torture nelle prigioni, arbitrio e abusi delle forze di sicurezza, espansione dell’ambito della penalità, la criminalizzazione della protesta sociale, l’abuso della reclusione preventiva e il ripudio delle più elementari garanzie penali e processuali”. “La persona fragile, vulnerabile, si trova indifesa davanti agli interessi del mercato divinizzato, diventati regola assoluta”, l’analisi di Francesco, secondo il quale “oggi alcuni settori economici esercitano più potere che gli stessi Stati: una realtà che risulta ancora più evidente in tempi di globalizzazione del capitale speculativo”. “Il principio di massimizzazione del profitto, isolato da ogni altra considerazione, conduce a un modello di esclusione che infierisce con violenza su coloro che patiscono nel presente i suoi costi sociali ed economici, mentre si condannano le generazioni future a pagarne i costi ambientali”, il monito del Papa.

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