Stati Uniti: dalla fine di febbraio le diocesi inaugureranno un sistema di segnalazione degli abusi

(da Baltimora) A partire dalla fine di febbraio le diocesi americane inaugureranno un sistema di segnalazione degli abusi e della inadeguata condotta dei vescovi indipendente dalla Conferenza episcopale. Ad annunciarlo è stato Anthony Picariello, segretario generale associato della Conferenza episcopale americana. Rispondendo alla segnalazione di Papa Francesco nel motu proprio “Vos Estis Lux Mundi” di istituire entro il 31 maggio 2020 un protocollo sugli abusi, Picariello ha spiegato che sarà attivata una linea verde gratuita e collegamenti su siti web delle diocesi, delle eparchie e della stessa Conferenza episcopale. Il protocollo terrà conto che le segnalazioni rispettino i criteri indicati dal Papa, anche perché non pochi vescovi hanno segnalato il rischio che si telefoni magari per segnalare che “un prete non si sia adeguatamente inginocchiato durante la consacrazione dell’Eucarestia”. Il nuovo meccanismo di denuncia è stato affidato per due anni ad un’azienda che ha sede a Denver e farà sì che tutti i rapporti giungano ad un centro di ricezione centralizzato che dovrebbe poi inviare le accuse al metropolita o all’arcivescovo di riferimento e alla nunziatura. In questo processo saranno coinvolti anche i laici, ma al momento non sono stati chiaramente definiti i limiti e i compiti della loro presenza. L’aggiornamento sullo scandalo degli abusi arriva in contemporanea alla notizia rilanciata dalla Associated Press secondo cui il vescovo di Brooklyn, mons. Nicholas Anthony DiMarzio, incaricato di redigere un rapporto sulla diocesi di Buffalo, il cui vescovo non aveva agito adeguatamente di fronte alla provata relazione tra due sacerdoti e un seminarista, è sotto accusa per aver lui stesso abusato di un giovane chierichetto durante gli anni di sacerdozio nella diocesi di Newark. L’accusa è giunta dopo che il 31 ottobre il presule di Brooklyn, dopo aver intervistato 90 persone, aveva definitivamente consegnato questo report al Vaticano. “Nel mio ministero di quasi 50 anni come sacerdote, non ho mai intrapreso comportamenti illegali o inappropriati e rifiuto categoricamente questa accusa”, ha dichiarato mons. DiMarzio e in una lettera aperta ai membri della sua diocesi spiega che combatterà con forza le accuse, confidando che il suo nome venga definitivamente cancellato. L’ex chierichetto che ora ha 57 anni ha chiesto un risarcimento di 20 milioni di dollari. DiMarzio ha lavorato per più di 15 anni per sradicare dalla diocesi ogni rischio di abuso e ha istituito controlli di base, vari programmi di formazione finalizzati alla prevenzione e un apposito centro di assistenza alle vittime.

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