Diocesi: Cagliari, domenica si chiude fase locale processo su vita, virtù e fama di santità di suor Teresa Tambelli

Domenica 17 novembre 2019 nella cattedrale di Cagliari in cattedrale, nel corso di una solenne cerimonia, l’arcivescovo Arrigo Miglio chiuderà ufficialmente il processo diocesano sulla vita, le virtù e la fama di santità di suor Teresa Tambelli, Figlia della Carità che per 57 anni (1907-1964) ha operato nei quartieri popolari della città.
Il processo è stato aperto il 6 novembre 2016, su richiesta delle Provincia sarda delle suore vincenziane. Sentito il parere della Conferenza episcopale regionale e ottenuto il via libera dalla Congregazione per le cause dei santi, l’arcivescovo ha costituito il Tribunale diocesano, presieduto da don Luca Venturelli, che in tre anni ha acquisito la documentazione storica sulla vita della religiosa, “interrogato” numerosi testimoni che hanno conosciuto suor Tambelli, tra cui alcuni vescovi, sacerdoti, le consorelle che hanno lavorato con suor Tambelli, e i “marianelli”, giovanissimi “monelli di Maria”, che la suora ha formato, seguito negli studi e avviato al lavoro. Postulatore della causa è padre Giuseppe Guerra, vicepostulatrice suor Rita Columbano FdC.
Suor Teresa Tambelli nasce il 17 gennaio 1884, a Revere, un paese in provincia di Mantova, dall’avvocato ex garibaldino Giulio Tambelli (partecipa alla spedizione dei Mille) e da Rosa Laina. Orfana dei genitori a 13 anni, studia e si diploma maestra elementare a Parma dalle suore “Figlie della Croce”.
A 18 anni bussa alla porta delle Figlie della Carità chiedendo di compiere un cammino religioso. A Torino il postulato. A vent’anni la presa d’abito. Dal 1904 al 1907 a Casale Monferrato. Avrebbe voluto andare in missione. I superiori la mandano in Sardegna. Il 14 settembre 1907 arriva a Cagliari, dove rimarrà 57 anni, fino alla morte il 23 febbraio 1964.
Suor Tambelli nel capoluogo dell’isola per dieci anni forma con suor Giuseppina Nicoli (beatificata il 3 febbraio 2008) il “tandem della carità”. “L’asilo della Marina”, dove operano entrambe, suor Nicoli (superiora) e suor Tambelli (suo braccio destro), diventa il cuore delle opere di solidarietà cagliaritane. Dal 1925 la responsabilità unica dell’istituto è di suor Tambelli, vulcano di iniziative formative (oltre 1.000 bambine e studentesse frequentano ogni anno le scuole elementari, medie e magistrali da lei organizzate fino al 1960) e caritative, che coinvolgono cagliaritani di ogni età, soprattutto le “damine”, giovanissime (massimo 20 anni) che visitano e assistono i poveri secondo lo stile vincenziano. Nella gerarchia delle persone, la suora al primo posto mette i poveri, che incontra nelle loro case: spesso fatiscenti, baracche e tuguri, con viveri portati a spalla dalla stessa suor Tambelli, che tra gli impegni quotidiani trova il tempo per visitare gli ammalati nel vicino ospedale. Un pranzo per 1.500 persone è il regalo di Natale della suora ai poveri. Nel 1943, in una città devastata dai bombardamenti, suor Teresa rimane fino all’ultimo per assistere gli anziani e le persone sole. Il giorno del suo funerale un giornale locale titola: “È morta una santa”.

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