Papa Francesco: udienza, “quante famiglie in tempo di persecuzione rischiano la testa per mantenere nascosti i perseguitati!”

foto SIR/Marco Calvarese

“Anche oggi in alcuni Paesi dove non c’è la libertà religiosa e non c’è la libertà dei cristiani, i cristiani si radunano in una casa un po’ nascosti per pregare e celebrare l’Eucaristia. Anche oggi ci sono queste famiglie che diventano un tempio per l’Eucaristia”. Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha attualizzato la lezione di Aquila e Priscilla, collaboratori di San Paolo prima a Corinto e poi ad Efeso, dove la loro casa “diventa luogo di catechesi”. Quando i due sposi rientreranno a Roma, ha fatto notare Francesco, “saranno destinatari di uno splendido elogio che l’apostolo inserisce nella lettera ai Romani”. “Aveva il cuore grato – ha proseguito a braccio – e così scrisse Paolo su questi sposi nella lettera ai Romani: ‘Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù. Essi per salvarmi la vita hanno rischiato la loro testa, e a loro non io soltanto sono grato, ma tutte le Chiese del mondo pagano'”. “Quante famiglie in tempo di persecuzione rischiano la testa per mantenere nascosti i perseguitati!”, ha esclamato il Papa ancora fuori testo: “Questo è il primo esempio: l’accoglienza familiare, anche nei momenti brutti”. “Questi coniugi dimostrano di avere un cuore pieno di fede in Dio e generoso verso gli altri, capace di fare spazio a chi, come loro, sperimenta la condizione di forestiero”, ha spiegato Francesco: “Questa loro sensibilità li porta a decentrarsi da sé per praticare l’arte cristiana dell’ospitalità e aprire le porte della loro casa per accogliere l’apostolo Paolo. Così essi accolgono non solo l’evangelizzatore, ma anche l’annuncio che egli porta con sé. E da quel momento la loro casa s’impregna del profumo della Parola viva che vivifica i cuori”. Aquila e Priscilla condividono, inoltre, con Paolo anche l’attività professionale, cioè la costruzione di tende: “Paolo stimava molto il lavoro manuale e lo riteneva uno spazio privilegiato di testimonianza cristiana, oltre che un giusto modo per mantenersi senza essere di peso agli altri o alla comunità”, ha commentato il Papa, sottolineando che “la casa di Aquila e Priscilla a Corinto apre le porte non solo all’Apostolo ma anche ai fratelli e alle sorelle in Cristo”, diventando una “domus ecclesiae”, “un luogo di ascolto della Parola di Dio e di celebrazione dell’Eucaristia”.

 

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo

Informativa sulla Privacy