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Papa Francesco: udienza, “perseguitare gli ebrei non è né umano né cristiano”

foto SIR/Marco Calvarese

Perseguitare gli ebrei “non è né umano né cristiano”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, nella catechesi dell’udienza generale di oggi, dedicata alle figure di Aquila e Priscilla, coppia di sposi cristiani collaboratori dell’apostolo Paolo, costretti a trasferirsi da Roma a Corinto dopo che l’imperatore Claudio aveva ordinato l’espulsione dei giudei. “Il popolo ha sofferto tanto nella storia – ha commentato a braccio Francesco – è stato cacciato via, perseguitato, e nel secolo scorso abbiamo visto tante brutalità che hanno fatto col popolo ebreo, e tutti eravamo  convinti che questo fosse finito”. “Ma oggi incomincia a rinascere l’abitudine di perseguitare gli ebrei”, il grido d’allarme fuori testo del Papa: “Fratelli e sorelle, questo non è né umano né cristiano. Gli ebrei sono fratelli nostri e non vanno perseguitati. Capito?”. Il Santo Padre ha cominciato la catechesi dell’udienza generale ricordando, a braccio, che “questa udienza si fa in due gruppi; gli ammalati sono in Aula Paolo VI. Io sono stato con loro, li ho salutati e benedetti, saranno 250… Loro staranno più comodi lì per la pioggia e noi qui, ma ci guardano dai maxischermi”. “Salutiamoli con un applauso!”, l’invito ai 14mila presenti oggi in piazza San Pietro, che hanno prontamente risposto.

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