Notizie Sir del giorno: udienza, acqua alta a Venezia, Striscia di Gaza, Siria, 30° caduta muro Berlino, Bolivia, diritti infanzia

Papa Francesco: udienza, “perseguitare gli ebrei non è né umano né cristiano”

Perseguitare gli ebrei “non è né umano né cristiano”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, nella catechesi dell’udienza generale di oggi, dedicata alle figure di Aquila e Priscilla, coppia di sposi cristiani collaboratori dell’apostolo Paolo, costretti a trasferirsi da Roma a Corinto dopo che l’imperatore Claudio aveva ordinato l’espulsione dei giudei. “Il popolo ha sofferto tanto nella storia – ha commentato a braccio Francesco – è stato cacciato via, perseguitato, e nel secolo scorso abbiamo visto tante brutalità che hanno fatto col popolo ebreo, e tutti eravamo convinti che questo fosse finito”. “Ma oggi incomincia a rinascere l’abitudine di perseguitare gli ebrei”, il grido d’allarme fuori testo del Papa: “Fratelli e sorelle, questo non è né umano né cristiano. Gli ebrei sono fratelli nostri e non vanno perseguitati. Capito?”. (clicca qui)

Maltempo: acqua alta a Venezia. Il patriarca Moraglia, “ogni anno la città è colpita, sarebbe opportuno sapere che cosa ne sarà del Mose”

“Il primo pensiero va ai miei veneziani colpiti dal disastro”. Così il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, ha commentato l’emergenza scattata in Laguna a seguito del picco di marea di 187 centimetri registrata nelle serata di ieri che ha causato diversi danni e una vittima. “Ogni anno Venezia è colpita. Samo contenti quando i ministri vengono a inaugurare manifestazioni, ma vorremmo però risposte da parte del governo per la nostra sicurezza. Sarebbe inoltre opportuno sapere che cosa ne sarà del Mose, che cosa possiamo aspettarci dopo tante promesse e attese”. Raggiunto telefonicamente dal Sir, l’ingegner Pierpaolo Campostrini, procuratore della basilica di san Marco, ha assicurato che “la basilica ha subito danni non straordinari, ossia non diversi da quelli che subisce ordinariamente; ha piuttosto ricevuto un ulteriore colpo alla sua resilienza”. “L’acqua – ha raccontato – è stata aspirata dalle pompe e il nostro personale, presente tutta la notte, ha messo in salvo i manufatti più preziosi”. Per il procuratore “questo non sarebbe accaduto se lo Stato avesse adempiuto alla promessa fatta ai veneziani e al mondo di mantenere indenne la città dalle acque alte con le barriere mobili del Mose (Modulo sperimentale elettromeccanico, sistema di 78 paratoie mobili installate nelle tre bocche di porto lagunari: Lido, Malamocco e Chioggia, ndr) opera mai portata a termine”. (clicca qui)
In un nota, la Conferenza episcopale italiana si è detta “vicina alle persone e ai territori colpiti dall’ondata di maltempo che sta duramente flagellando alcune zone del Paese”. In particolare, si “esprime solidarietà e preoccupazione per la situazione di Venezia e di Matera: due preziose testimonianze di arte e di cultura che, in questi giorni, stanno pagando un prezzo altissimo. Sono proprio queste situazioni a richiamare tutti ad un’attenzione supplementare verso la Casa Comune”. (clicca qui)

Striscia di Gaza: appello del parroco, “subito un cessate-il-fuoco. Le parti provino a parlarsi. Basta sangue”

“Serve subito un cessate-il-fuoco. Gli israeliani hanno detto che continueranno a rispondere al lancio dei razzi da Gaza fin quando questi non finiranno. Facciamo appello a chi ha la responsabilità di governo di fermarsi e dialogare, provare a parlarsi, capirsi”. È l’appello che padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza, lancia, attraverso il Sir, in queste ore drammatiche durante le quali, dopo l’uccisione ieri mattina da parte di Israele del comandante militare della Jihad Islamica a Gaza, Baha Abu al-Ata, si è via via assistito ad un inasprirsi degli scontri tra milizie palestinesi della Jihad islamica e Forze di sicurezza israeliane. Il bilancio aggiornato parla di 24 palestinesi morti e decine di feriti. Paura anche in Israele dove sono risuonate le sirene di allarme anti missili ad Ashkelon, lungo la costa, e a Sderot. “Le nostre famiglie sono chiuse in casa. Non esce nessuno. Le strade sono praticamente vuote. Oggi – ha raccontato Romanelli – sono andato dalle suore del Rosario per la messa. La loro scuola è chiusa per motivi di sicurezza come del resto tutte le scuole a Gaza. Abbiamo pregato per la pace. La preghiera davanti al Santissimo è l’unica arma che abbiamo per fermare questa carneficina. Oggi è una giornata difficile. Razzi e bombe si sentono ovunque qui nella Striscia. Preghiamo per la pace. Basta sangue”. (clicca qui)

Siria: fatta esplodere l’auto su cui viaggiava il parroco armeno-cattolico ucciso dall’Isis. Padre Naamo, “ulteriore sfregio e dolore”

È stata fatta esplodere l’auto su cui viaggiava padre Ibrahim (Hovsep) Hanna, parroco armeno-cattolico di san Giuseppe, la cattedrale di Qamishli, in Siria, quando è stato freddato, l’11 novembre, insieme con il padre, da due uomini. L’attentato è stato poi rivendicato dall’Isis. Fonti locali riferiscono al Sir che sono stati i terroristi a mettere le bombe che hanno fatto esplodere l’auto, abbandonata dopo l’attacco. Padre Nareg Naamo, rettore del collegio armeno a Roma e amico del sacerdote ucciso, non ha dubbi: “Un ulteriore accanimento verso le due vittime, ancora uno sfregio e rinnovato dolore”. Ieri, intanto, si sono svolti, nella cattedrale di Qamishli i funerali del padre del parroco armeno-cattolico, mentre quelli di padre Hanna si terranno stasera. La scelta è stata dettata dalla volontà di aspettare il ritorno del figlio dal Libano, dove il giovane studia come aspirante salesiano. (clicca qui)

Caduta muro di Berlino: Sassoli (Parlamento Ue), “in Europa tornano i fantasmi del passato, non dimenticare la lezione della storia”

(Bruxelles) “Da testimone di quei giorni straordinari a Berlino non posso non guardare con grande preoccupazione al ritorno, in Europa, di fantasmi che credevamo morti e sepolti sotto il peso della storia”. Lo ha affermato David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, commemorando la caduta del muro di Berlino in apertura della sessione plenaria dell’Europarlamento a Bruxelles. “È con incredulità ma anche con immensa rabbia che ci troviamo a constatare come il demone dell’antisemitismo torna ad affacciarsi in Europa. Tornano in mente i purtroppo numerosissimi episodi della storia recente europea. Penso ai tragici fatti di Halle, alla profanazione del cimitero ebraico di Randers, in Danimarca, e alle minacce di cui è stata fatta oggetto in Italia, la senatrice Liliana Segre. Il risorgere dell’antisemitismo è il frutto anche della rinascita dei nazionalismi, della xenofobia, del razzismo, del rifiuto di tutto ciò che è diverso da noi. Questi fenomeni sono anche il terreno di cultura del terrorismo che minaccia l’Europa e il mondo intero con atti di violenza”. (clicca qui)
Accanto a Sassoli il presidente del Bundestag Wolfgang Schäuble, per il quale “l’anelito alla libertà fu più forte del muro”. Ciò che portò al crollo fu un processo “non preparato”, afferma in emiciclo il Capo dello Stato tedesco, “inatteso” per certi aspetti, che “però ha permesso di riunire 500 milioni di cittadini d’Europa”. “Noi ancora oggi dobbiamo rendere omaggio al coraggio di tante persone che avviarono una rivoluzione pacifica”. (clicca qui)

Bolivia: l’Osa chiede ai vescovi di “guidare il processo di dialogo e pacificazione elettorale”. Añez presidente ad interim

L’Organizzazione degli Stati americani (Osa), attraverso una dichiarazione del segretario generale Luis Almagro, ha chiesto alla Conferenza episcopale boliviana (Ceb) di “guidare il processo di dialogo e pacificazione elettorale in Bolivia”. Nella stessa dichiarazione, Almagro ha spiegato che “il vero colpo di stato è stata la frode elettorale”. “La rielezione non è un diritto umano. L’Osa non ha favorito un colpo di stato, quelli che hanno fatto il golpe sono stati quelli che hanno cercato di rubare le elezioni in Bolivia”. Nel frattempo il Paese, dopo due giorni di vuoto di potere, è tornato ad avere un capo di Stato. Si tratta di Jeanine Añez, finora vicepresidente del Senato e rappresentante dell’opposizione. In mancanza di altre figure istituzionali, toccherà a lei guidare il Paese – anche se la seduta del Palamento che doveva ratificare la scelta è stata disertata dai parlamentari socialisti del Mas, che controllano i due terzi dei seggi. Dalla mezzanotte è così terminato lo sciopero civico in corso da settimane. (clicca qui)

Infanzia: i diritti (spesso negati) dei bambini a 30 anni dalla Convenzione Onu

Sono passati 30 anni dalla nascita della Convenzione delle Nazioni unite sui diritti dell’infanzia (20 novembre 1989), storico documento in 54 articoli, più tre protocolli opzionali, che riconosce tutti i bambini e le bambine del mondo come portatori e portatrici di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici. È il documento internazionale più ratificato al mondo, perché riconosciuto da tutti i Paesi, tranne che dagli Stati Uniti; l’Italia l’ha ratificato nel 1991. In questi giorni si moltiplicano le iniziative per ricordare il valore – attualissimo – del documento, segnalando anche i gli infiniti problemi che permangono nel mondo circa la negazione dei diritti di bambini e adolescenti. Oggi eventi si sono svolti a Strasburgo e Bruxelles, domani si aprirà in Vaticano un incontro internazionale di alto livello su “Promuovere la dignità dell’infanzia nel mondo digitale”. (clicca qui)

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo

Informativa sulla Privacy