Liliana Segre: mons. Perego (Ferrara-Comacchio) su cittadinanza onoraria, “segno concreto contro ogni forma di razzismo e di pregiudizio”

“La cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre fa onore a Lei, alla storia antifascista e democratica di Ferrara. Diventa un segno concreto contro ogni forma di razzismo e di pregiudizio, che purtroppo ritornano nella vita politica, sociale e culturale e non risparmiano neppure la nostra stessa città”. Comincia con queste parole il messaggio dell’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, in occasione della cittadinanza onoraria di Ferrara a Liliana Segre.
L’arcivescovo ricorda la “battaglia culturale e politica” della senatrice: “Una battaglia – osserva mons. Perego – purtroppo segnata da offese e violenza, che ha portato alla sua proposta di creare una Commissione per fronteggiare i ‘fenomeni di odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo e neofascismo’”. Per l’arcivescovo, “la proposta di dare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre è, comunque, senza dubbio buona”. “La senatrice Segre da bambina è stata esclusa, internata, rifiutata, offesa, insieme a molti del suo popolo ebraico, a rom e sinti, omosessuali e a quei cattolici che difendevano queste persone dalle offese (mi limito al ricordo del Santo Massimiliano Kolbe)”, continua mons. Perego, per il quale, “forse sulla base della storia di quella bambina, oggi senatrice e ora nostra concittadina, occorre riflettere su come trattiamo l’altro quando è straniero o rom o sinto o omosessuale o cattolico che richiama i valori evangelici”. “Forse – rileva – dobbiamo interrogarci se non sia il caso di rivedere un decreto che ha portato da due a quattro anni i tempi di attesa della cittadinanza, dopo dieci di permanenza in Italia. Forse dobbiamo ragionare se la sua estensione della cittadinanza ai bambini e ragazzi figli di immigrati, che completano un ciclo di studi (ius culturae), non debba essere considerata una semplice concessione, ma piuttosto il riconoscimento di un percorso di integrazione che rinnova le nostre città”. “Alimentare paure, stereotipi e chiusure su una comunità che si allarga significa indebolirla”, ammonisce mons. Perego, auspicando che “il riconoscimento alla senatrice Segre contribuisca a far maturare quella consapevolezza politica, culturale e sociale necessaria a favorire una nuova legge sulla cittadinanza. Solo così non resterebbe una semplice buona intenzione”.

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