Usa: mons. Pierre (nunzio) ai vescovi, di fronte a secolarizzazione “non porsi in difesa” ma “scegliere priorità che hanno valore per la vita delle persone”

(da Baltimora) La lettura dei report provenienti dalle diverse diocesi in preparazione della visita ad limina dei vescovi americani suggerisce al nunzio degli Stati Uniti, mons. Christophe Pierre, alcune indicazioni per “una riflessione comune”, durante l’assemblea d’autunno a Baltimora. Anzitutto la necessità che di fronte alla crescente secolarizzazione bisogna porsi non in atteggiamento difensivo ma al contrario pro-attivo e scegliere priorità che hanno valore per la vita delle persone e quindi modificare i piani pastorali se non vi rispondono. Altro nodo è il coinvolgimento dei laici, ancora “non adeguato”, ma, invece, “assolutamente necessario” ed invita a considerare l’autorità di pastori non solo per guidare ma per servire. Apprezzamenti vengono espressi sullo spirito di collegialità, “un essere prima che un fare” e qui racconta dell’incontro a Milwaukee con un gruppo di vescovi che si scambiavano esperienze e che mostravano chiaramente la necessità dello scambio tra differenti generazioni e della necessità che i più anziani offrano suggerimenti ai più giovani e si lascino al contempo contaminare dal nuovo. E sempre ai vescovi consiglia di costruire una cultura di comunione e fiducia soprattutto dopo che le relazioni con i sacerdoti delle diocesi e con i fedeli sono state ferite dallo scandalo degli abusi e per far questo serve non lasciare nessuno isolato, “soprattutto perché la mancanza di vocazioni porta a doversi occupare di tante parrocchie, mentre i vescovi devono anzitutto prendersi cura della loro salute fisica e spirituale, della loro identità sacerdotale e della fraternità” e questo significa anche instaurare una vera e propria cultura delle vocazioni per suscitarne nuove e nutrirle nel cammino.
Infine, l’invito è quello della condivisione delle tante buone notizie delle diocesi anche con il Papa “che è sempre interessato ad imparare qualcosa di nuovo” e di mantenere vivo l’entusiasmo e lo zelo della chiamata, per rinnovare la Chiesa e approfondire la comunione con il successore di Pietro.

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