Stati Uniti: i vescovi smentiscono le voci di una opposizione a Papa Francesco nel libro di Austen Iverigh

(da New York) La Conferenza episcopale statunitense reagisce alla pubblicazione del libro di Austen Iverigh, “Wounded Shepherd: Pope Francis and His Struggle to Convert the Catholic Church” e affida al suo responsabile della comunicazione James Rogers la risposta contro un testo definito in partenza “falso e fuorviante”. Rogers spiega che il libro di Ivereigh “perpetua un mito sfortunato e impreciso secondo cui il Santo Padre trova resistenza tra i dirigenti e il personale della Conferenza episcopale degli Stati Uniti”. L’autore, secondo il responsabile della comunicazione, denigra il segretario generale e un consulente della Commissione per gli affari canonici, in particolare suggerendo che, nell’ottobre 2018, entrambi avessero redatto documenti che sarebbero stati poi deliberatamente esclusi dalla supervisione di Roma. Rogers precisa che il card. DiNardo lo scorso agosto aveva consultato i vescovi per rafforzare il programma di protezione dei minori esplicitato dalla Carta di Dallas. Le consultazioni avevano portato alla proposta di progetti condivisi da più commissioni, inclusa quella sulla dottrina, che non intendevano sostituirsi all’autorità della Santa Sede, tutt’altro, si fermavano proprio un gradino sotto. Le consultazioni informali svoltesi in ottobre con il Vaticano intendevano offrire alla Santa Sede spazi per adeguamenti e revisioni sostanziali su bozze nate dall’input di tutti i vescovi. In realtà la richiesta del Vaticano di rimandare il voto sui documenti non era stata accolta all’unanimità e si erano manifestati dissensi sulla modalità di comunicazione. “DiNardo nel novembre 2018 accettò di rimandare il voto e di obbedire e collaborare con il Santo Padre”, continua Rogers spiegando che l’annuncio di un programma di protezione mondiale ha spinto DiNardo a garantire la complementarietà delle norme dei vescovi americani con quelle della Chiesa universale e a preparare per lo scorso giugno una serie di misure da votare e infatti quell’agenda non ha avuto alcuna obiezione dalla Santa Sede. “È proprio grazie alle azioni decisive di Papa Francesco e della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, che la Chiesa oggi è un luogo più sicuro per bambini e adulti in situazioni di vulnerabilità”, conclude il portavoce.

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