Spagna: elezioni, i titoli dei giornali. Scenario politico “più instabile e frammentato”. Si profila una grande coalizione?

“Sánchez fallisce: è tempo di una grande coalizione”. Così il sito del quotidiano El Mundo apre stamattina, con un commento che definisce “più instabile, più frammentato e ingovernabile” lo scenario politico del Paese dopo le elezioni di ieri. Il voto “a causa dell’irresponsabilità di Pedro Sánchez e della sua incapacità di formare un governo” ha “permesso un riarmo di opzioni radicali, portando allo stesso tempo a una mappa post-elettorale dalla digestione complessa”. Unica via d’uscita, una grande coalizione tra socialisti e popolari, “formula senza precedenti nel nostro Paese, ma assolutamente necessaria per far fronte alle attuali sfide”. “Tornati ai blocchi di partenza” titola invece El Pais, che invita a “negoziare un programma minimo il prima possibile”, affinché i partiti che sono “inequivocabilmente allineati con la Costituzione”, fermino “la forza centrifuga che ha di fatto dato agli estremi una destabilizzante capacità decisionale politica”. Infatti “le elezioni generali non hanno risolto le difficoltà nel concordare la maggioranza del governo. Al contrario, le hanno aggravate, corroborando l’inutilità di tornare ai seggi in cerca di una soluzione aritmetica per un problema che era ed è di altra natura”, si legge sul quotidiano di Madrid, che vede come “risultato più palpabile” di questa fase politica difficile “l’allarmante rafforzamento dell’estrema destra”.
“Il Psoe vince le elezioni con tre deputati in meno e un disastro strategico” campeggia sul sito de La Vanguardia. “Siamo dove eravamo”, il commento politico, perché “il rischio di blocco permane” e “non si può escludere che lo spettacolo doloroso a cui abbiamo assistito dopo le elezioni del 28 aprile, con i partiti che bloccavano gli accordi, si ripeta”. Secondo il quotidiano di Barcellona, è ora “che i partiti accettino che la frammentazione è arrivata, che sono obbligati a dialogare e, soprattutto, a raggiungere accordi che consentano la governance della Spagna”.

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