Società: card. Bassetti (Perugia), “tanti ritengono sensata la costruzione di nuovi muri ma non c’è altra soluzione che il cercare di conoscersi tutti meglio”

“In questo tempo così difficile, nel quale, pur ricordandosi il trentesimo anniversario dell’abbattimento del doloroso muro di Berlino, tanti ipotizzano come sensata la costruzione di nuovi muri, non vi è altra soluzione che il cercare di conoscersi tutti meglio, il più possibile, nella verità e nella fraternità. Conoscere linguaggi e culture di altri popoli apre la mente e il cuore, permette di accogliere e di amare – in piccolo – la ricchezza e la preziosa alterità che differenzia, in grande, le persone e le nazioni”. Lo ha affermato questa mattina il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nell’omelia pronunciata in occasione della celebrazione per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università per gli stranieri.
“Questa storica e sempre nuova istituzione non rappresenta solo un contenitore di nozioni e uno strumento di apprendimento linguistico destinato a stranieri, ma è una struttura di eccellenza nella sua elaborazione di cultura – ha rilevato Bassetti – sempre con l’impronta originale del suo carisma interculturale. È quanto il magistero ecclesiale attuale, in primis Papa Francesco, raccomandano e appoggiano con tutto il cuore”.
Il cardinale ha poi aggiunto con l’“ateneo che già nella sua intestazione si presenta come rivolto agli stranieri, è un formidabile ponte, non solo per far apprezzare la nostra bellissima lingua e cultura italiana nel mondo, ma per contribuire alla formazione umana delle tante migliaia di giovani e adulti che hanno l’occasione di frequentare le vostre aule”.
Commentando le letture bibliche, in particolare l’inizio del libro della Sapienza, l’arcivescovo ha evidenziato come “la ‘sapienza’ è connessa inestricabilmente con quell’esercizio di giustizia che è il perdono, la misericordia, l’amore fraterno”. “Nulla – ha ammonito – si può costruire senza queste solide fondamenta: non muri, ma le mura di un unico edificio, l’umanità, talmente esteso da poter accogliere tutti. Sono le uniche possibili difese contro il male, che non va estirpato nell’altro, ma, prima di tutto, dentro di noi”.

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