Porto Rico: i vescovi in vista delle elezioni del 2020, “preoccupati per violenza e iniquità, servono soluzioni radicali e strutturali”

La violenza “che soffre la nostra società e si manifesta nella crescente e scandalosa iniquità del sistema economico e tributario”; l’emigrazione “che disintegra le nostre famiglie”; l’incertezza di fronte al futuro; l’inadeguatezza e il rincaro dei servizi sanitari; la mancanza di un’amministrazione che guardi allo sviluppo dell’intero popolo e non a logiche di parte. Sono le cinque priorità per Porto Rico, delineate dalla Conferenza episcopale portoricana nel messaggio al Paese diffuso venerdì scorso, a conclusione della propria assemblea.
“Il disagio del Paese, che va dalla violenza nelle strade fino e nelle case alla crisi di governo, mostrano a che punto è giunta la situazione del nostro popolo”. Tuttavia, in questa difficile situazione, guardando all’appuntamento elettorale del 2020, “abbiamo l’opportunità di costruire il Paese con dignità e secondo i valori della nostra cultura e della nostra fede”.
I vescovi portoricani si collegano ai temi proposti dall’Assemblea nazionale di pastorale del 2015: famiglia, giovani, pubblica istruzione, sanità e povertà. Oggi si ripropongono come lavoro urgente per tutta la società.
Dopo le mobilitazioni sociali dei mesi scorsi, prosegue il messaggio, “è necessario spingere i leader del nostro popolo e delle istituzioni a elaborare un progetto nazionale di sviluppo integrale. Abbiamo bisogno di leader politici che riescano a lavorare in modo coerente e per il popolo”. Scrivono ancora i vescovi: “Sono necessari un consenso e un processo genuino. Serve un’autentica rivoluzione morale, perché manca fiducia e trasparenza”.
Il messaggio, evidenziando anche le sfide del cambiamento climatico, si sofferma anche sulla mancanza di aiuti e sui ritardi nella ricostruzione che impattano sulle popolazioni vittime degli uragani Irma e Maria degli scorsi anni: “L’indolenza e la corruzione di alcuni responsabili, fra le autorità, ancora oggi scoraggia la comunità, in modo particolare i più poveri”.
Ai candidati che si presenteranno alle elezioni del 2020, infine, i vescovi chiedono “trasparenza, chiara coscienza della situazione, strategie coerenti e audaci basate su soluzioni radicali e strutturali”.

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