Diocesi: Acireale, stipulato oggi l’ultimo contratto per la messa in sicurezza delle chiese colpite dal sisma del 26 dicembre 2018

È stato sottoscritto questa mattina, nella curia vescovile di Acireale l’ultimo dei sette contratti con la ditta che eseguirà i lavori di messa in sicurezza della chiesa Sacro Cuore di Gesù a S. Venerina, gravemente danneggiata dal terremoto del 26 dicembre scorso. “Sono contento per l’inizio dei lavori nella chiesa del Sacro Cuore – afferma il parroco, don Giovanni Marino – una chiesa che ha già subito il sisma nel 2002 e dopo tanti sacrifici era stata riaperta 12 anni dopo, nel 2014. Questi finanziamenti permetteranno ora alla comunità di ritornare in seda dopo i recenti danni subiti nel terremoto del 26 dicembre 2018. Speriamo perché che al più presto si possano cominciare anche i lavori nella chiesa di S. Venera, anch’essa gravemente danneggiata dal sisma”. I lavori nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù in S. Venerina, che prenderanno il via lunedì 18 novembre alle 7.30 del mattino, sono stati finanziati per il 70% dalla presidenza della Cei e per il restante 30% dalle parrocchie coinvolte. Sempre lunedì prossimo al via gli interventi anche nella chiesa di S. Maria del Monte Carmelo in Aciplatani. Ma questi non sono gli unici cantieri nella diocesi di Acireale. Mercoledì prossimo cominceranno ad essere eseguiti i lavori nelle chiese di S. Maria della Misericordia in Piano d’Api e Sant’Andrea in Milo. L’avvio dei cantieri per la messa in sicurezza delle chiese colpite dal sisma del dicembre scorso rappresenta un segno di speranza per l’intera comunità diocesana. Il criterio di scelta delle chiese non è stato casuale: l’ufficio beni culturali ecclesiastici, guidato da don Angelo Milone, in collaborazione con il referente del sisma don Carmelo Sciuto, ha deciso di destinare i fondi messi a disposizione dalla Cei per quelle chiese che sorgono in Comuni dove i fedeli sono rimasti senza neanche un edificio di culto. Una scelta “pastorale” quindi, che permetterà tra qualche mese ai fedeli di poter usufruire nuovamente degli edifici di culto e celebrare i sacramenti.

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