Comunicazione: Corrado (Cei), “prossimità, progettualità e creatività per raccontare i territori e creare comunità“

foto SIR/Marco Calvarese

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“Prossimità, progettualità e creatività sono il taccuino su cui appuntare la narrazione della comunità”. È questa l’indicazione che Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali (Ucs) della Cei, ha affidato ai direttori diocesani di recente nomina riuniti a Roma per una Giornata di riflessione e confronto sull’identità della missione. La prossimità, ha spiegato, è “la carta d’identità del ‘comunicatore di comunità’, di colui che si fa simile all’altro e, insieme, tessono le trame del territorio”. Il neo direttore dell’Ucs ha poi fatto riferimento alla progettualità che, ha osservato, è “la capacità di guardare continuamente ai percorsi da intraprendere e di disegnare linee chiare per dare alle idee basi solide”. “I territori – ha rilevato – sono come grandi cantieri che non chiudono mai, sempre pronti a osare, a rimettersi in cammino, a risalire sulle impalcature dopo il giusto riposo”. Un altro elemento fondamentale, per Corrado, è la creatività, che rappresenta “l’antivirus a ogni autoreferenzialita’”. L’attenzione, ha indicato, “non deve cadere sul ‘che cosa’ si fa, ma sul ‘come’ lo si fa”. Ecco allora che, ha concluso, è “quanto mai urgente trovare la strada per capire che lasciarsi pro-vocare non è cadere in contestazione per finezze intellettualoidi o alibi per risse, ma piuttosto raccogliersi in silenzio e ascoltare a cosa ci chiama la comunità”.

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