Bolivia: mons. Coter (Pando), “evidente il processo fraudolento alle elezioni”

“Si sapeva che per tutta una serie di situazioni concrete e non sempre legali il partito di governo avrebbe avuto una maggioranza, ma se la distanza tra i due sarebbe stata inferiore al 10% si sarebbe svolto a dicembre un ballottaggio. E questo è sicuro che sarebbe stato vinto dall’opposizione”. Lo dice al Sir il vescovo Eugenio Coter, fidei donum bergamasco e vicario apostolico di Pando, nel nord della Bolivia. Il presule spiega le dinamiche delle presidenziali che hanno visto la vittoria del presidente Evo Morales, al quarto mandato. “Il lunedì sera (21 ottobre, ndr) il tribunale elettorale ha smesso di fornire i dati di prima mano quando la distanza tra i due partiti era di 4 punti e poco più. Con pressioni nazionali e internazionali ha ripreso martedì sera (22 ottobre, ndr) già definendo il risultato secondo cui il partito di governo aveva vinto le elezioni con il 10.4% di vantaggio sul secondo – ricorda mons. Coter -. Statisticamente non era possibile perché mancava il 17% degli spogli elettorali. Poteva variare di 2 o 3 punti, non di più di 10 punti. Quindi, era evidente già dai primi segni delle analisi di martedì che vi era stato un processo fraudolento alle elezioni”. È stato per questo motivo che, secondo il vescovo, “la cittadinanza è scesa per strada, le ha bloccate”, ma “nonostante ciò il tribunale elettorale ha proclamato vincitore il presidente”. “Questa è stata la situazione che ha portato all’impasse”.

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