Bolivia: mons. Coter (Pando), “dopo la rinuncia di Morales allo studio meccanismo di successione”

“In questo momento si deve svolgere un’azione costituzionale di successione e si stanno studiando i meccanismi, da parte dei partiti dell’opposizione, dei movimenti civici e di alcune autorità civili che sono rimaste in carica”. Lo dice al Sir il vescovo Eugenio Coter, fidei donum bergamasco e vicario apostolico di Pando, nel nord della Bolivia, a proposito della rinuncia del presidente Evo Morales. “Certamente, il pubblico ministero, con documentazione avuta dagli organismi internazionali, ha cominciato un’azione di detenzione dei membri del tribunale elettorale per le indagini – la parte del Gruppo nazionale è già in stato detenuto -, perché la frode elettorale è un delitto costituzionale di gravità e si sta procedendo a fare la revisione di tutte le irregolarità che sono emerse. Ci stanno vari mandati di cattura per gente che ha collaborato a questa grandissima frode elettorale. Talmente grande che non è possibile nascondere”. Nella sua spiegazione mons. Coter si sofferma sul fatto che “aver tentato di installarsi nel potere attraverso la frode elettorale sia il segno di una rottura dell’istituzionalità e un danno grave alla democrazia”. “Il Paese sta vivendo un momento difficile. La polizia chiusa nelle caserme e l’esercito che non esce a pattugliare ha permesso atti di vandalismo e di vendetta da una parte e dall’altra. Anche atti di saccheggio”. Il vescovo tiene, infine, a precisare che quello che si è sviluppato nel Paese “non è un colpo di stato”, ma “una resistenza democratica a una frode elettorale”.

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