Bolivia: mons. Centellas (presidente vescovi) su rinuncia Morales, “transizione avvenga nell’alveo della Costituzione e in modo pacifico”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Come Conferenza episcopale stiamo accompagnando questo processo di transizione chiedendo due cose: che esso avvenga da un lato in modo pienamente legale e rispettoso della Costituzione, e dall’altro che esso avvenga in modo pacifico. Chiediamo che venga installato un nuovo Tribunale elettorale rinnovato e al di sopra di ogni sospetto, per avere elezioni pienamente democratiche”. Lo ha spiegato al Sir, nelle sue prime dichiarazioni pochi minuti dopo la rinuncia di Evo Morales, il presidente della Conferenza episcopale boliviana (Ceb), mons. Ricardo Centellas, vescovo di Potosí. Secondo il presule, “la rinuncia di Evo è frutto soprattutto della pressione sociale di questa settimana. Nella mia città, Potosí si è arrivati a 33 giorni di sciopero civico, a livello nazionale si è arrivati a 19 giorni. La tensione sociale è salita di tono, tutti hanno iniziato a chiedere nuove elezioni, lo ha chiesto il mondo intero. A mio avviso il presidente non è riuscito ad affrontare nel modo adeguato questa protesta sociale. L’accelerazione, poi, è stata dovuta soprattutto alla comunicazione dell’Organizzazione degli Stati americani, dalla quale è venuta la conferma della frode elettorale”. È consapevole, il presidente della Ceb, che “la fase che si apre ora è molto incerta”. Come molti osservatori fanno notare, “non esiste un volto rappresentativo di quella che è l’attuale opposizione”. Tuttavia, “passeranno dei mesi prima delle nuove elezioni e c’è la speranza che sorgano uomini nuovi e che le cose migliorino”.
L’uscita di scena di Morales, avvenuta dopo aver “forzato” in tutti i modi la Costituzione, a partire dalla sua contestata ricandidatura, tuttavia, non può non scuotere tutto il Continente. Mons. Centellas prova a fare un primo, sintetico bilancio: “Ha cominciato molto bene, ha terminato molto male. Ha iniziato con una forte inclusione della cultura indigena e ha terminato annichilendo gli indigeni. Nei primi anni ha amministrato bene l’economia, negli ultimi lo Stato è andato in deficit, si è partiti con uno stile anche personale di austerità, è si è arrivati a una corruzione generalizzata”.

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