Siria: Tveit (Wcc), “Commissione costituzionale ponga fine al conflitto”

foto SIR/Marco Calvarese

“Le azioni militari in Siria non portano ad una pace giusta nel Paese. Solo un dialogo politico e sociale può contribuire all’elaborazione di principi per la convivenza, la dignità e l’uguaglianza, sotto lo Stato di diritto”: lo ha detto il segretario generale del Consiglio mondiale della Chiese (Wcc), il reverendo Olav Fykse Tveit, commentando la convocazione, il 30 ottobre a Ginevra, della Commissione costituzionale siriana, da parte dell’inviato speciale Onu per la Siria, Geir Pedersen. L’auspicio del Wcc è che “la Commissione, compresi i rappresentanti del governo, dell’opposizione e un’ampia gamma di attori della società civile, possa porre fine in modo sostenibile al tragico e lungo conflitto in Siria che ha devastato il Paese e la sua gente”. Speranza condivisa anche dal direttore per gli affari internazionali del Wcc, Peter Prove, che ha affermato che “questi incontri forniranno una nuova opportunità per il processo di pace facilitato dalle Nazioni Unite verso una governance credibile, inclusiva e non settaria”. “Abbiamo accompagnato il popolo siriano attraverso le loro sofferenze più profonde e speriamo molto presto di poter condividere con loro la gioia e il sollievo della fine del conflitto e dell’instaurazione della pace”, ha aggiunto Tveit. “Invitiamo le nostre Chiese – ha concluso – ad accompagnare il popolo siriano, ora che ha ripreso il dialogo interno, sulla via di una guarigione e di una ripresa sociale, economica e politica”.

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