Ognissanti: mons. Bertolone (Catanzaro), “non persistere nelle lacrime e nel dolore davanti alle tombe”

“Svegliamoci: novembre non rattrista i cristiani”. Lo scrive mons. Vincenzo Bartolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, in una lettera per il mese di novembre. “Quando visitiamo le tombe o le ceneri dei nostri cari, non possiamo persistere nelle lacrime e nel dolore. Se ci rattrista la necessità di averli perduti, ci consoli la certezza che essi sono dei battezzati e, quindi, si risveglieranno con Cristo nell’ultimo giorno”, la considerazione del presule. Secondo mons. Bertolone, “per la Chiesa novembre non può essere il mese dello sconforto, bensì il periodo della mesta gioia”, ovvero “la mesta gioia di chi, mentre sta ancora sulla faccia della terra, spesso solo o isolato, percepisce che il senso di solitudine riguarda soltanto l’aspetto quantitativo della propria esistenza”. L’arcivescovo assicura che “questo sguardo sereno sul nostro futuro, non di morte, bensì di vita, ci consente di percepire a quale grande futuro siamo tutti chiamati”. “Se guardiamo a questo nostro futuro, non possiamo che percepirci santi”. Di qui la conseguenza che “la nostra attività pastorale, soprattutto di natura catechetica, deve tener conto di tutto questo”. Infatti, “al pessimismo derivato dalla nostra società, che si misura con i parametri dell’efficientismo e del materialismo, la Chiesa ha il compito di offrire una visione pasquale del transitus: Cristo è vincitore della morte e sorgente della risurrezione”.

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