Pena di morte: Acat Italia, “i figli dei condannati sono vittime innocenti”. “Il nostro Paese porti avanti battaglia per abolizione”

Domani si celebra in tutto il mondo la XVII Giornata mondiale contro la pena di morte, per ricordare come questa pratica inumana continui a far parte dell’ordinamento di molti paesi. In concomitanza con il trentesimo anniversario dell’adozione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia (20 novembre 1989), quest’anno la Coalizione mondiale contro la pena di morte ha deciso di dedicare la giornata a quelle che da sempre sono vittime invisibili: le figlie e i figli dei condannati a morte. Lo ricorda Acat Italia (Azione dei Cristiani per l’Abolizione della Tortura), associazione che si batte contro la tortura e la pena di morte. “Sono loro – si legge in una nota – a subire i contraccolpi maggiori, vedendo violati alcuni dei loro diritti fondamentali così come sanciti nella Convenzione suddetta. Su di loro pesa inoltre la riprovazione e la stigmatizzazione della comunità di appartenenza e un senso di smarrimento e instabilità legato alla morte di un genitore per mano dello Stato, quello stesso Stato che dovrebbe tutelarli. Un simile evento traumatico è qualcosa che sconvolge le loro esistenze e che si porteranno dietro per tutta la vita”.
Come Acat Italia, “invitiamo tutti a riflettere su queste tragedie private che hanno ripercussioni pesanti sulla vita di bambini e bambine e chiediamo all’Italia di continuare a portare avanti, come fatto finora, la battaglia per l’abolizionismo nel mondo insieme agli altri stati membri della Ue.

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