Memoria: mons. Marcianò (Ordinario militare), “sacralità del corpo è di difficile ricezione. Non ci fanno orrore i corpi dei migranti in mare”

“Oggi il messaggio circa la sacralità del corpo è di difficile ricezione: il corpo umano è facilmente strumentalizzato, manipolato, usato a fini edonistici o commerciali. Il corpo è separato dalla persona, con un dualismo che ci fa tornare indietro nel tempo, in un’arretratezza culturale paradossalmente rivendicata sotto forma illusoria di progresso”. A ricordarlo oggi, a Roma, l’Ordinario militare per l’Italia, mons. Santo Marcianò, nel corso del convegno per i 100 anni del Commissariato Generale per le onoranze ai caduti (Onor caduti) sul tema “Culto della Memoria – Diffusione, tutela e rispetto”. “Ci fa giustamente orrore pensare – ha detto l’arcivescovo castrense – alle sperimentazioni perpetrate sui corpi umani dei deportati ma non ci fa altrettanto orrore considerare le manipolazioni e sperimentazioni sugli embrioni o la loro eliminazione selettiva, accanto allo scarto dei corpi dei poveri che continuano a morire di fame, dei corpi dei migranti spesso dispersi nel mare, dei corpi di malati terminali, e non solo, lasciati morire”. “Ci turba pensare al corpo umano storicamente ridotto alla prassi della schiavitù, che la nostra civiltà ha fortunatamente superato, ma non siamo pronti – ha denunciato mons. Marcianò – a identificare le nuove schiavitù di lavori privi di dignità, del culto esasperato dell’estetismo e della perfezione, di diverse tipologie di dipendenze, che tolgono libertà al corpo e alla persona”. “Ancor più semplicemente, non ci accorgiamo di quanto la cultura mediatica, con le sue molteplici connessioni e la sua scarsa o falsa comunicazione, stia privando le relazioni interpersonali del mistero di una presenza di cui il corpo è strumento”. Da qui, secondo l’arcivescovo, deriva la necessità di “una riflessione sul significato del corpo che diventa riflessione sul significato dell’uomo”. Superare, quindi, la visione materialista, secondo cui “il corpo esaurisce la totalità dell’essere umano” per “valorizzare l’essenza della persona come corporeità e spiritualità unite insieme. Il corpo partecipa della trascendenza della persona e del suo essere orientata all’Assoluto e al dono di sé. Se si smarrisce il senso del corpo si smarrisce il senso dell’uomo, dell’umano”.

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