Notizie Sir del giorno: Sinodo Amazzonia, Papa a Santa Marta, Siria, naufragio Lampedusa, taglio parlamentari, sister Norma, corridoi umanitari

Sinodo per l’Amazzonia: terza Congregazione generale. Valorizzare i laici e “pensare alla possibilità di un’ordinazione diaconale per le donne”

“Pensare alla possibilità di un’ordinazione diaconale per le donne, così da valorizzarne la vocazione ecclesiale”. È una delle proposte emerse nel corso della terza Congregazione generale del Sinodo per l’Amazzonia, a cui hanno partecipato 183 padri sinodali, alla presenza di Papa Francesco. “Di fronte all’urgenza di pastori per l’evangelizzazione dell’Amazzonia – riferisce Vatican News a proposito degli interventi in aula – serve una maggiore valorizzazione della vita consacrata, ma anche una forte promozione delle vocazioni autoctone, insieme alla possibilità di scegliere ministri autorizzati alla celebrazione dell’Eucaristia o di ordinare diaconi permanenti che, in forma di equipe, accompagnati da pastori, possano amministrare i Sacramenti”. Il Sinodo ha riflettuto sull’importanza di una Chiesa di comunione “che includa maggiormente i laici, affinché il loro contributo supporti l’opera ecclesiale”. (clicca qui)

Papa Francesco: a Santa Marta, “i cristiani ‘a patto che’ preferiscono l’ideologia alla fede”, “hanno paura e preferiscono giudicare tutto”

C’è un modo di essere cristiani “a patto che”, cioè solo a determinate condizioni. Sono quei cristiani che giudicano tutto, ma a partire “dalla piccolezza del loro cuore”. A stigmatizzarne il comportamento – secondo quanto riferito da Vatican News – è stato il Papa, che nell’omelia della messa celebrata oggi a Santa Marta si è soffermato sulla figura di Giona. Per Francesco, Giona è il modello di quei cristiani “a patto che”, cioè “i cristiani con condizioni”: “Io sono cristiano ma a patto che le cose si facciano così”. “No, no, questi cambiamenti non sono cristiani, questo è eresia, questo non va… Cristiani che condizionano Dio, che condizionano la fede e l’azione di Dio”. È questo “a patto che”, secondo Francesco, che fa rinchiudere tanti cristiani “nelle proprie idee e finiscono nell’ideologia: è il brutto cammino dalla fede all’ideologia”. “E oggi ce ne sono tanti, così”, ha commentato, e questi cristiani hanno paura “di crescere, delle sfide della vita, delle sfide del Signore, delle sfide della storia”, attaccati alle “loro convinzioni, nelle loro prime convinzioni, nelle proprie ideologie”. Sono i cristiani che, ha spiegato il Papa, “preferiscono l’ideologia alla fede” e si allontanano dalla comunità, “hanno paura di mettersi nelle mani di Dio e preferiscono giudicare tutto, ma dalla piccolezza del proprio cuore”. (clicca qui)

Siria: Gasparetto (Univ. Padova), “invasione turca potrebbe dare nuova linfa all’Isis”

All’indomani dell’annuncio di una imminente operazione militare turca a ridosso della frontiera e dopo il via libera dato dagli Stati Uniti al governo di Ankara, nel nord-est della Siria, per ora, si respira un’aria di calma apparente. Le forze curdo-siriane Pyg/Ypg sono in allerta in tutta l’area. Dalla Turchia non arrivano segnali distensivi. Oggi ad Ankara il ministero della Difesa turco ha annunciato di aver terminato i preparativi per la sua offensiva contro le milizie curdo-siriane e ha ribadito che Ankara “non tollererà mai la creazione di un corridoio del terrorismo lungo il confine”. La creazione di una safe zone (zona sicura), dove ricollocare almeno due degli oltre 3,6 milioni di rifugiati siriani oggi in Turchia, “è necessaria per dare una vita sicura ai siriani e contribuisce alla pace e alla stabilità nella nostra regione”. Le Forze Armate turche attendono solo l’ordine dalle autorità politiche. Per Alberto Gasparetto, dottore di ricerca in Scienza politica e relazioni internazionali all’Università di Padova, “il vuoto eventuale che si verrebbe a creare con il possibile ritiro Usa potrebbe rappresentare una possibilità di riconquista di uno spazio perduto e dare così nuova linfa all’Isis”. (clicca qui)

Naufragio a Lampedusa: card. Montenegro (Agrigento), “l’Europa ancora incapace di affrontare questo problema, le parole non riescono a cambiare la vita”

“L’Europa sta dimostrando che ancora non è in grado di affrontare questo problema. Oppure, non voglio essere cattivo, forse non vuole essere in grado. Perché affrontare questi problemi vuol dire perdere popolarità e allora noi, pur di restare a galla, preferiamo che gli altri affondino: una Europa che non è capace di accogliere, che da anni discute dicendo che le cose cambieranno. Sì, le cose cambieranno: i numeri dei morti cambia ma le cose restano”. Lo ha detto l’arcivescovo di Agrigento, il card. Francesco Montenegro appena giunto a Lampedusa, per “un pellegrinaggio nei confronti di questi fratelli che mi appartengono”, prima di recarsi nell’Oasi della fraternità per un momento di raccoglimento e di preghiera di fronte alle 13 bare delle donne vittime del naufragio avvenuto al largo di Lampedusa, nella notte tra domenica e lunedì. Poi i corpi recuperati dovrebbero essere tumulati nei cimiteri dei comuni dell’Agrigentino. “Si ripetono – ha aggiunto il card. Montenegro – gli stessi sentimenti e le stesse emozioni di sempre: meraviglia, perché gli altri si meravigliano perché succedono questi fatti. E indignazione, perché questi fatti succedono. Ed è strano che continuiamo a contare i morti e la storia continua a essere quella che è. Tante parole, ma le parole non riescono ancora a cambiare la vita. Ora sarà una rincorsa sulla responsabilità di chi è colpevole, perché sono morti”. E poi l’arcivescovo ha aggiunto: “Ognuno di noi ha un po’ di colpe”. (clicca qui)

Taglio parlamentari: dalla Camera via libera definitivo alla Riforma costituzionale. 553 favorevoli, 14 contrari

Con voti 553 favorevoli, 14 contrari e 2 astenuti, l’Aula di Montecitorio ha dato il via libera definitivo alla proposta di legge costituzionale recante Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari. L’esito del voto è stato proclamato poco fa dal presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico.
La riforma prevede una riduzione pari al 36,5% del numero degli eletti tra Camera e Senato: in pratica a Montecitorio il numero dei deputati passa da 630 a 400, compresi i deputati della circoscrizione Estero, che sono ridotti da dodici a otto, mentre a Palazzo Madama il numero dei senatori passa da 315 a 200, compresi gli eletti nella circoscrizione Estero, che da sei si riducono a quattro. Ora si attende la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, a seguito della quale nei successivi tre mesi potrebbe essere presentata una richiesta di referendum confermativo avanzata da un quinto dei membri di una delle due Camere, da 500mila elettori oppure da cinque Consigli regionali. (clicca qui)

Confine Messico-Usa: nel centro di accoglienza di sister Norma, “i migranti? Prima di tutto persone”

Al confine tra Messico e Stati Uniti Sister Norma Pimentel, missionaria di Gesù e direttore della Caritas nella valle di Rio Grande, accoglie i migranti e le loro famiglie. Dal 2014, il Respite Center è divenuto la casa di oltre 150mila persone che hanno potuto trascorrere al sicuro una notte o qualche giorno prima di riprendere il loro viaggio. Intervistata dal Sir, suor Norma racconta di “quando vedi arrivare al centro migliaia di persone, ogni giorno, e li guardi negli occhi, li accogli e sono tanti, davvero tanti: lì capisci la portata enorme di questo fenomeno. E poi magari non capisci cosa sta succedendo; c’è tanta gente in giro che si muove, che va da una stanza all’altra, che chiede. Eppure in questo caos avverti che c’è un ordine, un senso di rispetto per la persona, c’è il prendersi cura di tutti, di chi è ferito e tutto questo a rendere il caos, santo”. Quando si parla di migrazioni, secondo suor Pimentel, “bisognerebbe mettere da parte le posizioni politiche e poi non pensare solo a noi stessi, ma alla responsabilità che abbiamo nei confronti dell’umanità e della vita. Quando parliamo di un migrante, di un bambino, di una madre e di un padre non dobbiamo dimenticare che sono anzitutto e prima di ogni cosa persone, essere umani e in quanto tali vanno trattati con il massimo rispetto e la massima cura e noi siamo responsabili per loro”. (clicca qui)

Corridoi umanitari: il 10 dicembre il progetto sarà presentato a Bruxelles alle istituzioni europee. “Unica alternativa possibile ai viaggi della morte”

I corridoi umanitari sbarcheranno in Unione europea. Il 10 dicembre le chiese protestanti coadiuvate dalla Ccme (la Commissione per i migranti in Europa della Kek) presenteranno alle istituzioni europee il progetto dei corridoi chiedendo all’Ue di riconoscere ufficialmente la validità dell’iniziativa, di sostenerla economicamente e proporla ai paesi membri come modello di accoglienza unita alla integrazione. Dai corridoi umanitari italiani a quelli europei: questa mattina in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia insieme alla Ccme della Kek ha presentato l’ultima tappa di una iniziativa che insieme alla Comunità di Sant’Egidio ha preso vita nel 2016 consentendo fino ad oggi l’ingresso in Italia di oltre 2.200 profughi. Forti del recente premio Nansen ricevuto dall’Unchr per i corridoi umanitari, la Federazione rilancia e presenta la proposta in Europa. “La gioia del premio ricevuto – ha detto Luca Negro della Fcei – è oscurata dalle notizie del naufragio a Lampedusa che parlano di morte, donne e bambini. Per questo diciamo che i corridoi umanitari costituiscono l’unica alternativa possibile ai viaggi della morte”. (clicca qui)

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