Gioco d’azzardo: Alea, Maurizio Fiasco presidente. Il nuovo direttivo su legge Regione Piemonte, “sta dando straordinari risultati, no a revisione” riduttiva

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La legge della Regione Piemonte sul gioco d’azzardo, emanata nel 2016 e in vigore ormai per quasi due anni, ha un impianto valido e una carica innovativa”, per questo la comunità scientifica “la sostenga con valore”: è quanto si legge in una nota di Alea (Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio), che proprio sabato 5 ottobre ha rinnovato la dirigenza, eleggendo i nove professionisti che la guideranno per il prossimo biennio e conferendo al sociologo Maurizio Fiasco la presidenza.
Alea presenta, infatti, i dati di una ricerca rigorosa (“Gaps” condotta dal Cnr di Pisa in collaborazione con l’Asl To3 del Piemonte) sull’applicazione della normativa in questione, che “appaiono primi, straordinari risultati, senza eguali ancora in altre regioni”: “Nell’ultimo anno intero si è avuta una riduzione consistente dei volumi di gioco, che porta a ben nove punti percentuali in meno l’insieme di persone giocatrici: 32% dei residenti, mentre nel resto d’Italia il valore corrisponde al 41% (nel 2018). Sommando, poi, i numeri della riduzione ai numeri del mancato incremento (che infatti è avvenuto nel resto d’Italia) si calcola che il Piemonte ha contenuto, per una cifra pari a un miliardo di euro, la spesa”. Sempre secondo la ricerca, “con riferimento al solo ‘gioco problematico’ – quello di diretto interesse dei Servizi socio-sanitari – il Piemonte subisce oggi un’incidenza di gran lunga minore che nel resto dell’Italia: nella regione tale grave rischio riguarda l’1,6% della popolazione mentre nelle altre 19 regioni raggiunge un valore di 3,5 punti. “Tali valori – precisa Alea – si riferiscono al 2018, ma le prime anticipazioni sul 2019 lasciano intravvedere un ulteriore contenimento delle patologie, sempre quale ricaduta positiva della legge”.
Riassumendo la questione in termini di spesa e di salute, Alea evidenzia che tutto ciò si traduce in “un miliardo di euro in meno di quanto si sarebbe impiegato se si fosse seguito il trend che si registra nel resto d’Italia” e in una “drastica riduzione del gioco problematico (Italia: 3,5% della popolazione adulta; Piemonte: 1,6%)”. Alla luce di tali evidenze, l’Associazione guidata da Maurizio Fiasco “invita tutti gli operatori dell’area sanitaria e psicosociale, gli studiosi, i giuristi e gli economisti a difendere nella sua integrità la legge regionale del Piemonte n. 9 del 2016”. Infatti, “quanti si adoprano per la salute della persona e per il bene comune apprendono con inquietudine notizie della minacciata revisione di questa buona legge, come dichiarato dal presidente della Regione Piemonte”. Infine, “Alea mette immediatamente a disposizione le proprie competenze tecnico-scientifiche, semmai per perfezionare ulteriormente il dispositivo legislativo a protezione di una popolazione vulnerabile non sufficientemente protetta dalle normative nazionali”.

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