Papa Francesco: Angelus, imparare ad essere “servi inutili, senza pretese di essere ringraziati, senza rivendicazioni”

Nella fede, bisogna essere “servi inutili, cioè senza pretese di essere ringraziati, senza rivendicazioni”. Lo ha ricordato il Papa, nell’Angelus pronunciato a conclusione della messa per l’apertura dell’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per la regione panamazzonica. “Siamo servi inutili” – ha spiegato Francesco sulla scorta della parabola evangelica – “è un’espressione di umiltà e disponibilità che fa tanto bene alla Chiesa e richiama l’atteggiamento giusto per operare in essa: il servizio umile, di cui ci ha dato l’esempio Gesù, lavando i piedi ai discepoli”. “Gesù vuol dire che così è l’uomo di fede nei confronti di Dio: si rimette completamente alla sua volontà, senza calcoli o pretese”, ha commentato il Papa.”Questo atteggiamento verso Dio – ha proseguito – si riflette anche nel modo di comportarsi in comunità: si riflette nella gioia di essere al servizio gli uni degli altri, trovando già in questo la propria ricompensa e non nei riconoscimenti e nei guadagni che ne possono derivare”. Due le immagini usate da Gesù per spiegare l’attitudine del cristiano: il granellino di senape e il servo disponibile. Con la prima immagine, Gesù, nelle parole di Francesco, “vuole far capire che la fede, anche se piccola, può avere la forza di sradicare persino un gelso; e poi di trapiantarlo nel mare, che è una cosa ancora più improbabile: ma nulla è impossibile a chi ha fede, perché non si affida alle proprie forze, ma a Dio, che può tutto”. La fede paragonabile al granellino di senape è, invece, “una fede che non è superba e sicura di sé – non fa finta di essere un grande credente, non fa delle figuracce, tante volte – ma che nella sua umiltà sente un grande bisogno di Dio e, nella piccolezza, si abbandona con piena fiducia a Lui. È la fede che ci dà la capacità di guardare con speranza le vicende alterne della vita, che ci aiuta ad accettare anche le sconfitte e le sofferenze, nella consapevolezza che il male non avrà mai l’ultima parola”. “Come possiamo capire se abbiamo veramente fede, cioè se la nostra fede, pur minuscola, è genuina, pura, schietta?”, si è chiesto il Papa: “Ce lo spiega Gesù indicando qual è la misura della fede: il servizio”.

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