Siria: Istess, a “Popoli e Religioni – Terni Film Festival” il documentario “Mother Fortress” incentrato sulla figura di madre Agnes

Seconda anteprima di “Popoli e Religioni – Terni Film Festival”, promosso dall’Istess (Istituto di Studi Teologici e Storico-Sociali), in occasione della festa di San Francesco: stasera, alle 21, nella chiesa di San Francesco a San Gemini sarà proiettato il documentario in concorso “Mother Fortress” di Maria Luisa Forenza, incentrato sulla figura di madre Agnes e la comunità internazionale di monache e monaci Carmelitani che hanno scelto di dedicare la loro vita ai rifugiati siriani e alla popolazione bisognosa di aiuti umanitari, nonostante le difficoltà e i pericoli in agguato: proprio il 4 ottobre di quattro anni fa, infatti, avvenne l’attacco al suo Monastero.
“Abbiamo scelto di aumentare gli appuntamenti di Popoli e Religioni – spiega il direttore artistico, Arnaldo Casali – per allargare la rete di realtà che promuovono e sostengono la kermesse, anche per far fronte alla crisi economica che rischia di far chiudere il festival, almeno così come lo conosciamo”. Anche per questo continua la raccolta fondi online che, attraverso la piattaforma di crowdfunding Buonacausa.org, permette di effettuare anche piccole donazioni per assicurare al festival un futuro.
“Mother Fortress” è il risultato di un’esperienza vissuta in prima linea dall’autrice e regista, tesa a testimoniare non gli aspetti più drammatici del conflitto, quanto gli effetti da esso provocati all’interno di una comunità in cui le differenze religiose lasciano il posto all’aiuto umanitario mosso da uno spirito di condivisione e sorriso anche in situazioni estreme.
È stato nel corso di alcune conferenze negli Stati Uniti nel 2013 che la regista ha avuto modo di ascoltare, conoscere e iniziare a filmare madre Agnes, badessa del Monastero di Qarah, a nord di Damasco, che veniva a raccontare ciò che stava accadendo in Siria, e in particolare nei territori di Aleppo e Deir Ez-Zor, insidiati dal pericolo di Al Qaeda e Isis. Nel 2014 Forenza decide di raggiungerla per conoscere la sua comunità monastica internazionale (proveniente da Antico e Nuovo Continente) e vi ritorna altre volte fra il 2015 e il 2017, seguendo un convoglio umanitario che si inoltra fino all’Eufrate per portare assistenza ai siriani sfollati e colpiti dal terrorismo.
Testimone di un attacco dell’Isis a Qarah e al Monastero nel 2015, Forenza racconta: “Ho filmato quello che c’era realmente ovvero il silenzio, eravamo rimasti tutti muti. Ho filmato l’accaduto: la drammaticità del silenzio. Ognuno in quel momento si è assunto la responsabilità della propria esistenza, una dilatazione che ho cercato di cogliere con lo spazio vuoto e con il suono”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori

Informativa sulla Privacy