Sinodo per l’Amazzonia: mons. Macín (Argentina), “grandi aspettative e responsabilità, preoccupati anche per aborigeni del nostro Paese e per politiche estrattive nel Gran Chaco”

Mons. Ángel José Macín, vescovo di Reconquista e presidente della Commissione per la Pastorale aborigena della Conferenza episcopale argentina, sarà da oggi a Roma per partecipare al Sinodo per l’Amazzonia, assieme agli altri due padri sinodali argentini: mons. Oscar Ojea, vescovo di San Isidro e presidente della Cea, e il padre francescano Sebastián Robledo, parroco di San Francisco Solano a Corrientes.
Intervistato da Radio María Argentina, mons. Macín ha dichiarato: “Per più di un anno ho interiorizzato i temi del Sinodo insieme all’organismo pastorale che accompagno. Ora che so che parteciperò, le mie aspettative si sono moltiplicate, così come la responsabilità che mi assumo, tenendo conto della gravità delle questioni che verranno affrontate al Sinodo”.
Il vescovo ha continuato: “Da un lato, c’è la questione dell’ecologia integrale, concetto che Papa Francesco ha coniato. Dall’altra parte, parleremo di come la Chiesa fa o farà per portare il Vangelo di Gesù nelle diverse culture. È qui che appare la necessità di avere una Chiesa dal volto amazzonico”.
Mons. Macín ha poi affermato che “sebbene l’Argentina non faccia parte dell’Amazzonia, siamo preoccupati per le politiche estrattive e la bonifica nel Gran Chaco. Siamo anche preoccupati per la mancanza di indagini e per la consegna limitata di terra agli aborigeni. I problemi di questi fratelli, nella nostra patria, sono invisibili”. Ha anche menzionato il tema dell’acqua e della biodiversità nella falda acquifera Guaraní.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori

Informativa sulla Privacy