Ex Embraco-Whirlpool: mons. Nosiglia (Torino), vicinanza e solidarietà ai lavoratori. “Non dimenticare il messaggio della dottrina sociale della Chiesa”

Preoccupazione, vicinanza e solidarietà. Così oggi l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, ha scritto agli operai della ex Embraco-Whirlpool il cui destino appare nuovamente in bilico dopo mesi di attesa del piano industriale di rilancio da parte della società Ventures. Nei giorni scorsi, gli operai, accompagnati dal governatore del Piemonte Alberto Cirio, hanno avuto un incontro a Roma e hanno scioperato 8 ore. Il 23 ottobre è stata convocata un’altra riunione nella quale Ventures dovrebbe presentare il piano. Intanto, il governo ha promesso comunque un prolungamento della cassa integrazione. Oggi, invece, è arrivato il messaggio di Nosiglia.
“Apprendo con preoccupazione il succedersi di notizie negative sul cammino intrapreso dall’Embraco di Riva presso Chieri”, ha scritto l’arcivescovo, che ha aggiunto: “Due anni fa sono stato insieme ai lavoratori in occasione del presidio da loro organizzato: ho ascoltato il grido di dolore e preoccupazione dei lavoratori e insieme, durante la veglia di preghiera, abbiamo invocato la presenza del Signore. Ricordo anche con piacere come Papa Francesco abbia accolto una delegazione di lavoratori per ascoltare le loro testimonianze”.
“Esprimo nuovamente grande affetto, vicinanza e solidarietà ai lavoratori dell’Embraco perché le loro preoccupazioni sono anche le mie”, ha poi sottolineato Nosiglia che non ha mancato di puntare il dito sul fatto che “importanti realtà industriali e produttive del nostro territorio proseguano nella dismissione dei loro siti, depauperando una città e un’area che da troppo tempo soffre di un declino inaccettabile”.
L’arcivescovo ha anche ricordato i temi della dottrina sociale della Chiesa. “In primo luogo – ha scritto –, serve che le imprese, le loro proprietà e i management, siano orientate e guidate dal valore della responsabilità sociale. Gli imprenditori, come richiamato spesso da Papa Francesco, sono invece degli agenti sociali che hanno la possibilità di costruire una società più giusta attraverso l’economia”. Poi, occorre ricordare che “serve coinvolgere sempre di più i lavoratori nella vita dell’impresa. Non è possibile – spiega Nosiglia –, che le persone siano solo oggetto dei grandi processi economici e che su di loro ricadano le scelte d’investimento o delocalizzazione. I lavoratori devono essere coinvolti e partecipare alla costruzione dell’impresa se questa è davvero considerata bene comune. Anche e soprattutto nei momenti di crisi: l’unica via per risolvere i problemi è affrontarli insieme!”. L’arcivescovo ha ricordato poi di essere sempre pronto ad incontrare gli operai.

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