Papa Francesco: a cappellani militari, “non risparmiare sforzi a promuovere le norme del diritto internazionale umanitario”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Non di rado, le persone detenute nel contesto dei conflitti armati sono vittime di violazioni dei loro diritti fondamentali, tra cui abusi, violenze e diverse forme di tortura e trattamenti crudeli, disumani e degradanti”. Lo ha denunciato stamani Papa Francesco ai partecipanti al 5° corso internazionale per la formazione dei cappellani militari cattolici al Diritto umanitario internazionale, ricevuti in udienza nel Palazzo Apostolico in Vaticano. Dopo aver rinnovato l’incoraggiamento a “respingere la tentazione di considerare l’altro come un nemico da distruggere e non come una persona, dotata di intrinseca dignità”, il Pontefice ha invitato a “ricordare sempre, persino in mezzo alle lacerazioni della guerra, che ogni essere umano è immensamente sacro”. Rivolgendo il pensiero ai civili “oggetto di rapimenti, sparizioni forzate e omicidi”, Francesco ha ricordato che “fra di loro si contano anche numerosi religiosi e religiose, dei quali non si hanno più notizie o che hanno pagato con la vita la loro consacrazione a Dio e al servizio della gente, senza preferenze o pregiudizi di bandiere e di nazionalità”. Nel suo discorso il Papa ha evidenziato come “il rispetto della dignità e dell’integrità fisica della persona umana è un dovere morale a cui ogni persona e ogni autorità è chiamata”. Quindi, l’invito agli ordinari e ai cappellani militari a “non risparmiare sforzi affinché le norme del diritto internazionale umanitario siano accolte nei cuori di coloro che sono affidati alla vostra cura pastorale”. Infine, un riferimento al 70° anniversario delle Convenzioni sottoscritte a Ginevra per la protezione delle vittime di guerra. “Desidero riaffermare l’importanza che la Santa Sede accorda al diritto internazionale umanitario e formulare l’auspicio che le regole che esso contempla siano rispettate in ogni circostanza. Là dove opportuno, esse siano ulteriormente chiarificate e rafforzate”.

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