Migranti: Soddu (Caritas), “non si può barattare interesse di parte con tutela diritti umani”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Non si può barattare l’interesse di parte con la tutela dei diritti umani”. Questo l’appello “a chi ha responsabilità governative” lanciato oggi a Roma, all’aeroporto di Fiumicino, da monsignor Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, durante la conferenza stampa di benvenuto alle 51 persone entrate oggi in Italia grazie ai corridoi umanitari. Sono i ricongiungimenti familiari resi possibili oggi grazie alla prima tornata del secondo Protocollo d’intesa con lo Stato italiano, firmato il 3 maggio dalla Cei (che agisce tramite Caritas italiana e Fondazione Migrantes) e dalla Comunità di Sant’Egidio, che prevede l’arrivo di 600 persone nei prossimi due anni. Il primo accordo ne ha fatti entrare 500. Stamattina sono atterrati all’alba a Roma con un volo dall’Etiopia 51 persone, tra cui 14 bambini: 8 somali, 2 sudanesi e 41 eritrei. “Sento di unire le mie lacrime e quelle della Chiesa italiana alle vostre lacrime di gioia”, ha detto monsignor Soddu:  “Siete qui per testimoniare, a chi non vuole capire, che ci sono milioni di persone nel mondo che hanno bisogno di sicurezza e protezione. Il pensiero va alle migliaia di persone rinchiuse nelle carceri libiche, insieme ad una preghiera per chi ha perso la vita in mare”. Le 51 persone andranno a Roma, Bologna, Firenze, Genova, Gubbio, Martina Franca, Milano, Padova in appartamenti di privati e istituti religiosi, associazioni e parrocchie della rete di supporto della Comunità di Sant’Egidio. Frequenteranno corsi di italiano e saranno seguiti da famiglie italiane nel percorso di integrazione sociale. Tutto finanziato dall’otto per mille della Cei e da fondi raccolti tra le realtà coinvolte. Ad oggi sono entrate in Europa 2800 persone con i diversi protocolli dei corridoi umanitari. “Spesso le leggi europee sono restrittive sui temi del ricongiungimento familiare e non è stato facile – ha fatto notare Daniela Pompei, della Comunità di Sant’Egidio -. Speriamo che tanti Paesi europei aprano questa via legale e umana che fa arrivare le persone sorridenti e in sicurezza”. Luigi Vignali, del Ministero affari esteri, ha ribadito l’intenzione di replicare i corridoi umanitari “portando quelli che hanno bisogno di essere protetti e promuovendoli anche in Europa. Non deve essere solo l’Italia la porta d’ingresso”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori

Informativa sulla Privacy