Commissione Ue: rapporto sulla “Unione della sicurezza”. Avramopoulos, “cambiato nostro approccio” su terrorismo e cybersecurity

(Bruxelles) L’“Unione della sicurezza” fa passi avanti, ma molto rimane da fare. È, in sintesi, il messaggio che emerge dal rapporto diffuso oggi dalla Commissione europea sui progressi compiuti negli ultimi anni verso la realizzazione di un’Unione della sicurezza “autentica ed efficace”. Nella relazione sono riassunte le iniziative intraprese dalla Commissione in alcuni dei settori chiave dell’Unione della sicurezza, quali la lotta al terrorismo, lo scambio di informazioni, il contrasto alla radicalizzazione e la cybersicurezza, e si sottolinea nel contempo “la necessità di compiere ulteriori sforzi, in particolare per quanto riguarda l’attuazione della normativa dell’Ue in materia di sicurezza”. Il commissario responsabile per gli affari interni, Dimitris Avramopoulos, dichiara: “Fin dal primo giorno la sicurezza dei cittadini europei è stata una priorità assoluta per questa Commissione. Possiamo essere fieri di molti risultati tangibili che abbiamo raggiunto – fra l’altro, una legislazione Ue che permette di rintracciare più efficacemente i criminali pericolosi, combattere il terrorismo online e offline e limitare l’accesso alle armi da fuoco –, ma il progresso più importante è il modo in cui è cambiato il nostro approccio in materia di sicurezza. Invito gli Stati membri ad assicurarsi che le norme dell’Unione sulla sicurezza siano applicate e che i nostri cittadini siano più protetti”.

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