Cile: proseguono le proteste. A Concepción l’arcivescovo Chomali scrive ai parroci, “creiamo in tutte le comunità momenti di dialogo”

Nonostante il rimpasto di Governo e la fine dello stato d’emergenza, proseguono in molte città del Cile le proteste popolari. A Santiago, in particolare, ieri si sono svolte varie manifestazioni e non è mancato qualche ulteriore episodio di vandalismo, incendio e saccheggio.
Proseguono anche le prese di posizione e le assunzioni d’impegno a livello ecclesiale. “In questi giorni abbiamo visto la richiesta da parte della grande maggioranza degli abitanti del nostro Paese di attuare profonde riforme nei più svariati campi della vita economica, sociale e politica. Questo è il motivo per cui vi invito a promuovere occasioni di dialogo tra i diversi membri della comunità e altri organi sociali e comunitari interessati a partecipare”. Lo scrive, in una lettera ai propri sacerdoti, l’arcivescovo di Concepción (Cile) mons. Fernando Chomali. L’invito, dunque, è quello di dare vita in modo capillare a occasioni di ascolto e dialogo, per contribuire al superamento della crisi sociale che si è venuta a creare in Cile nelle ultime settimane. L’arcivescovo lascia libertà sul metodo da usare. “L’importante – aggiunge mons. Chomali – è rendere la Chiesa un luogo di accoglienza delle esigenze delle persone, di dialogo e di speranza. Credo che con l’aiuto di Dio e della Beata Vergine possiamo generare ambienti di dialogo, riflessione ed essere ponti con coloro che hanno responsabilità politiche nel Paese”.
A dare il buon esempio, lo scorso fine settimana, sono stati i giovani, che si sono ritrovati nella parrocchia universitaria per discutere dell’attuale realtà sociale ed economica del Paese, su impulso della Pastorale della gioventù.

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