30° visita Giovanni Paolo II a Taranto: mons. Santoro (arcivescovo), “le sue parole furono profetiche”

Taranto ha ricordato i 30 anni dalla visita di Papa Giovanni Paolo II. Il Pontefice andò tra gli operai dell’allora Italsider e a visitare degenti e personale medico della Cittadella della Carità, struttura fortemente voluta dall’allora arcivescovo, mons. Guglielmo Motolese, per accogliere gli indigenti che non potevano permettersi delle cure. Un’opera avveniristica che coinvolse, in un grande afflato, tutta la comunità ionica, impegnata per erigerla in molteplici iniziative caritatevoli e donazioni. Ai tempi, il Papa, poi divenuto santo, parlò di diversificazione dell’economia della città dalla monocoltura dell’acciaio e di rispetto dell’ambiente. Discorsi che oggi, mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, ritiene “profetici”.

“Non è stato un generico osservatore. Non ha parlato per grandi schemi, ha parlato a noi di noi e ci ha parlato nella verità, una verità che abbiamo scoperto, bisogna dirlo, con lentezza, forse a cose avvenute. Oggi le parole del Papa non solo si sono realizzate, non solo si sono circostanziate in modo anche drammatico, ma rimangono scottanti, perché si stagliano, probabilmente impietose, sull’orizzonte di un severo esame di coscienza”, ha affermato mons. Santoro. “Non vogliamo trasformare queste celebrazioni gioiose in un mesto scoraggiamento. Lasciamoci sorprendere dalla profezia di Giovanni Paolo II. Noi tarantini non siamo spacciati – vorrei ribadirlo ad alta voce in ogni angolo di questa terra, specialmente in quelli più degradati -, siamo fortemente feriti, ma non siamo agonizzanti! Noi tarantini siamo divisi, noi tarantini abbiamo un’appartenenza epidermica o nostalgica. L’anniversario della visita di San Giovanni Paolo II ci spinge a camminare insieme, a convertirci nella denuncia e nell’annuncio della speranza”, ha concluso il presule.

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