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Migrazioni: Rackete (SeaWatch3) al Parlamento Ue, “dove eravate quando abbiamo chiesto aiuto?”

(Bruxelles) “Dove eravate quando abbiamo chiesto aiuto?”: Carola Rackete, comandante della SeaWatch3, ricevuta in audizione oggi alla commissione per le libertà civili dell’Europarlamento a Bruxelles, dopo essere stata accolta da un lungo applauso – con molti, benché non tutti, i deputati in piedi a batterle le mani – ha attaccato duramente le istituzioni europee e i governi dei Paesi Ue. “È stata un vergogna, nessun Paese si è preso la responsabilità di accogliere 53 migranti” dopo che la nave era da 17 giorni in mare, con i porti chiusi dal governo italiano. “L’unica risposta che ho avuto è stata da Tripoli, dove di certo non potevo andare”. Rackete ha ribadito: “In Europa, culla dei diritti, nessun governo voleva 53 migranti. Le istituzioni mi hanno attaccata. Sono stata lasciata sola. I governi hanno eretto muri, come se sulla nave ci fosse la peste”.
“La mia decisione di entrare in porto dopo 17 giorni in mare non fu una provocazione come molti hanno detto, ma un’esigenza. Ritenevo che non fosse più sicuro restare in mare e temevo per quanto potesse accadere”. “Il nostro caso, come quello di altre ong, conferma la necessità di affrontare la situazione dei salvataggi in mare a livello europeo”. Quindi una sottolineatura politica: “La riforma del Regolamento di Dublino è attesa da molto tempo, ma la soluzione è creare canali legali” di immigrazione “verso l’Europa”.

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