Migranti: Bombardi (Caritas), “in Bosnia 10.000 persone ammassate in discariche e fabbriche abbandonate. E’ emergenza umanitaria”

(da inviata Sir a Istanbul) Tra le 7.000 e le 10.000 persone ammassate in discariche e fabbriche abbandonate a Bihac, al confine nord occidentale della Bosnia Erzegovina. In uno di questi campi, ad esempio, dormono 1200 persone “in condizioni disumane e inqualificabili”. Sono giovani afgani, iracheni, iraniani, pakistani, africani, tutti migranti che tentano di passare il confine verso la Croazia in maniera irregolare. “E’ in corso una vera e propria emergenza umanitaria a pochissimi chilometri dal confine italiano”, ha denunciato Daniele Bombardi, operatore di Caritas italiana in Bosnia Erzegovina, intervenendo oggi ad Istanbul al Migramed 2019 promosso da Caritas italiana e nunziatura apostolica in Turchia, focalizzato sulla rotta orientale dei migranti, che passa attraverso la Turchia e la Grecia. Dopo il picco di 1 milione di profughi entrati in Europa nel 2015 questa rotta non si è mai chiusa e rischia di diventare di nuovo un problema esplosivo. “Negli ultimi due/tre anni è sempre più percorsa come alternativa alla pericolosa rotta del Mediterraneo centrale – racconta al Sir  Bombardi – . I numeri sono in aumento: negli ultimi 8 mesi in Bosnia Erzegovina sono entrate 30.000 persone, attualmente si trovano nel Paese tra i 7.000 e i 10.000 migranti ammassati soprattutto a Bihac, una città al confine nord occidentale”. “Sono accolti in condizioni terribili – prosegue -, la città non è pronta, il governo non è pronto, sta sistemando le persone in luoghi estremamente precari: fabbriche abbandonate, discariche”. Questo perché “la Croazia, a nome dell’Unione europea, sta difendendo il confine e respingendo i migranti – spiega -. Pochi riescono a passare. E’ un fenomeno stabile e in continua crescita, con l’inverno alle porte che in Bosnia arriva anche a -15 gradi. Siamo molto preoccupati non solo per la salute ma per la vita stessa delle persone”.

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