Ue: elezioni Europarlamento, senso civico e fiducia nell’Europa tra le ragioni che hanno frenato l’astensionismo

(Bruxelles) Lo studio pubblicato oggi dal Parlamento europeo attesta che 19 Stati membri hanno registrato un aumento dell’affluenza nazionale alle elezioni per l’Europarlamento svoltesi nei giorni 23-26 maggio 2019, “con aumenti significativi rispetto al 2014 registrati in Polonia, Romania, Spagna, Austria, Ungheria e Germania”. Anche i Paesi “con un’affluenza tradizionalmente bassa o molto bassa alle elezioni europee, come Slovacchia e Repubblica Ceca, hanno mostrato aumenti sostanziali”. D’altro canto, specifica l’indagine sociodemografica, “l’affluenza alle urne è diminuita in otto Paesi (fra cui l’Italia: 56,1% nel 2019; 58,7% nel 2014), ma mai oltre i 3 punti percentuali. Nonostante l’aumento medio della partecipazione, permangono notevoli differenze tra gli Stati membri, che vanno dall’88,47% in Belgio al 22,74% in Slovacchia.
Secondo il documento diffuso a Bruxelles (che si ricollega a un Eurobarometro), “un maggiore senso del dovere civico ha aumentato l’affluenza complessiva, insieme a un sostegno sempre più positivo per l’Ue e il suo impatto sulla vita degli europei”. Il motivo più comune addotto per il voto era legato al proprio dovere di cittadino (52%). Altre ragioni principali sono state il senso del dovere per il voto (35%), il senso di appartenenza all’Ue, la volontà di sostenere un determinato partito politico.
Fra gli obiettivi dichiarati per un personale sostegno all’Ue risultano: economia e crescita (44%), lotta ai cambiamenti climatici e protezione dell’ambiente (37%), promozione dei diritti umani e democrazia (37%), modo in cui l’Ue dovrebbe operare in futuro (36%) e immigrazione (34%). Almeno un quarto degli intervistati ha menzionato una serie di altre questioni: protezione sociale dei cittadini, lotta al terrorismo, lotta alla disoccupazione giovanile e politica di sicurezza e di difesa. Sono anche menzionati la protezione delle frontiere esterne (21%), la protezione dei consumatori e la sicurezza alimentare (20%) e la protezione dei dati personali (12%).

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