Colombia: elezioni regionali e comunali. Risultati a macchia di leopardo, ma nelle grandi città premiati candidati di centrosinistra

Uno schiaffo alla destra scettica sugli accordi di pace, rappresentata dal presidente della Repubblica Iván Duque e dall’ex presidente Álvaro Uribe. Questo l’esito delle elezioni regionali, con il rinnovo delle rappresentanze dei Dipartimenti, e comunali, che si sono svolte in Colombia domenica scorsa. Il risultato è, in buona parte, a macchia di leopardo, tuttavia il voto delle grandi città ha premiato in molti casi candidati di centrosinistra (una parola usata per la prima volta dai quotidiani e dai politologi colombiani), che a volte si sono presentati in coalizione, dai liberali fino alla sinistra di Colombia Humana, rappresentata da Gustavo Petro. Spicca, in tale contesto, l’affermazione dei Verdi. Candidati riconducibili a questo cartello di opposizione vincono a Bogotá (con la verde Claudia López, omosessuale dichiarata e prima donna a conquistare il Municipio della metropoli), a Medellin, a Cali, ma anche a Cúcuta, Manizales, Buenaventura. Un ex guerrigliero delle Farc è il nuovo sindaco di Turbaco, nel dipartimento del Bolivar, mentre il nuovo governatore del Dipartimento meridionale del Cauca è, per la prima volta, un afrodiscendente. In generale, nelle elezioni dei Dipartimenti vengono premiati candidati indipendenti o eletti in ampie coalizioni.
“A celebrare la vittoria di Claudia López – dice la Sir l’ottantenne gesuita padre Fernán González, esperto di violenza politica da quarant’anni attivo nel centro studi Cinep – c’era sul palco un gruppo di politici e ex ministri del presidente Santos, come Rafael Pardo o Humberto de la Calle, il settore più impegnato per gli accordi di pace con Farc. Il vincolo della pace per interpretare queste elezioni locali si collega anche alla recente presa di posizione pubblica dell’arcivescovo di Cali, mons. Monsalve. Qui è stato eletto il senatore verde Jorge Ospina. A Buenaventura, città affacciata sul Pacifico, vince Víctor Vidal, che per la prima volta rompe il sistema tradizionale dei partiti e porta la voce della mobilitazione dei popoli afro del Pacifico, che hanno mobilitato uno storico sciopero, la scorsa settimana, con il pieno appoggio della diocesi”.

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