Cappellani militari: mons. Del Rio Martin (ordinario Spagna), “lo Stato non può proibire l’assistenza religiosa per i militari”

foto siciliani-Gennari/SIR

“Lo Stato non può fare una discriminazione e proibire l’assistenza religiosa. Il servizio spirituale e pastorale non è una concessione. Il militare è un uomo credente e deve poter ricevere l’assistenza di cui ha bisogno. La persona precede lo Stato”. Lo ha detto mons. Juan Del Rio Martin, ordinario militare di Spagna, intervenendo oggi a Roma al 5° corso internazionale di formazione per cappellani militari cattolici al diritto internazionale umanitario, promosso dallo Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale e dalle Congregazioni per i vescovi e per l’evangelizzazione dei popoli. “Non si tratta di dire che ‘se il militare vuole pregare vada in cappella’. Ha il diritto a poter esprimere la propria fede. E lo Stato non si può opporre”, ha aggiunto il presule, che ha auspicato uno statuto internazionale del cappellano militare. “I cappellani devono essere ospedale da campo, un ponte, balsamo per le ferite”. Devono essere capaci, a suo avviso, di “alimentare la dimensione spirituale ed etica per affrontare le difficoltà in questo servizio alla patria e all’umanità”, ha aggiunto l’ordinario spagnolo citando Papa Francesco. La convinzione di mons. Del Rio è che “la fede cristiana umanizza la professione militare, non è un ostacolo”. “Il militare ha diritto di essere assistito anche da un punto di vista pastorale, che parla della dimensione più visibile della fede. Mentre il laicismo tende a nasconderla. Il carattere specifico del cappellano è l’incarnazione nel mondo militare”. Infine, l’incoraggiamento agli altri cappellani a essere “uomini di frontiera capaci di ascoltare, capaci di accoglienza”.

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