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Africa: 23 anni dall’assassinio dell’arcivescovo Munzihirwa. La denuncia e il ricordo del Nobel Mukwege, “grande uomo, testimone e profeta”

Veniva assassinato il 29 ottobre 1996 l’arcivescovo di Bukavu Christophe Munzihirwa, ribattezzato il “Romero dell’Africa”, perché morto martire in ragione del suo impegno a fianco dei rifugiati provenienti dal Rwanda e a motivo della sua costante denuncia dei soprusi del regime di Kigali e degli abusi del movimento dei ribelli congolesi. Uomo di grande fede e profeta di pace, il gesuita fu ucciso durante una incursione di un commando del “Fronte patriottico ruandese”. A ricordarlo oggi come “un grande uomo, testimone e profeta” è Denis Mukwege, il medico congolese Nobel per la pace nel 2018. “Sono passati 23 anni senza alcuna inchiesta, alcun processo. 23 anni di silenzio complice di fronte ai crimini nella Repubblica del Congo”, scrive Mukwege in un tweet. Dell’arcivescovo martire è in corso il processo di beatificazione che esattamente un anno fa ha visto chiudersi la fase diocesana.

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