Abusi: esperti a confronto a San Colombano al Lambro, “la fragilità accomuna vittima e carnefice”

La fragilità accomuna sia chi commette l’abuso sia chi lo subisce. Gli esperti che si sono confrontati con gli operatori dei servizi di riabilitazione psichiatrica riuniti oggi a San Colombano al Lambro (Mi) sono d’accordo: le persone sono fragili, vanno maneggiate con cura perché si rompono facilmente. Proprio per questo occorre tener presente questa fragilità della persona, in quanto in particolari condizioni questa può trasformarsi in una vera e propria vulnerabilità cioè nella predisposizione a ricevere ferite, non sempre di facile guarigione. “Questo è particolarmente evidente nell’ambito dell’abuso di qualsiasi natura esso sia: fisico, sessuale, sociale, istituzionale. Paradossalmente, quindi, sia il soggetto abusante sia quello abusato esprimono la stessa fragilità esistenziale: il primo nella deviazione verso modalità comportamentali non consone alla forza morale che l’essere umano dovrebbe possedere, il secondo nell’essere esposto all’arbitrio di un’altra persona”, ha detto Salvino Leone, medico, specialista in Ostetricia e Ginecologia, responsabile dell’ambulatorio di ginecologia generale dell’Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo, introducendo il convegno su “La dimensione della fragilità nell’essere umano”, organizzato dal priore fra Salvino Zanon e dal direttore di struttura Angelo Gipponi presso il Centro Sacro Cuore di San Colombano al Lambro, anche allo scopo di ricordare la figura di san Riccardo Pampuri.
Il convegno ha visto impegnati tra gli altri fra Gian Carlo Lapic, superiore del Centro Sant’Ambrogio di Cernusco sul Naviglio, e Flavio Cruciatti, antropologo. “Sul piano istituzionale, in modo particolare la vulnerabilità si manifesta in abusi di carattere omissivo (incuria, discuria, ipercura); in abuso fisico; in abuso emotivo in cui il care giver diventa pain giver; in abuso sessuale. Su quest’ultimo accanto alla ‘classiche’ manifestazioni di abuso sessuale dobbiamo registrare l’attuale e pericoloso fenomeno del sexting, diffuso soprattutto tra i giovani, cioè l’invio di immagini sessuali il più delle volte ritraenti se stessi o compagni, inviate via sms o postate sui social”, ha spiegato Leone.

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