Europa: Mattarella, “nell’Unione risiede la tutela della sovranità dei Paesi europei”. Il grazie a Draghi, “oggi lascia un sistema più solido”

(Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Non possiamo dimenticare che la competizione con le grandi aree economiche del mondo è divenuta fortissima, che la dimensione è – ancor più che in passato – elemento imprescindibile per poter influenzare il corso degli avvenimenti a tutela della nostra società e dei nostri cittadini. Completare il ‘cantiere europeo’ diviene – nell’attuale contesto – necessità esistenziale se l’Unione intende concretamente divenire ‘attore globale’”. Lo ha sottolineato oggi pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Francoforte alla cerimonia di commiato di Mario Draghi quale presidente della Banca centrale europea.
Ricordando le parole pronunciate lo scorso 22 febbraio all’Università di Bologna da Draghi – “l’Unione europea è la costruzione istituzionale che in molte aree ha permesso agli Stati membri di essere sovrani. È una sovranità condivisa, preferibile a una inesistente” – il Capo dello Stato ha sottolineato che “nell’Unione risiede la tutela della sovranità dei Paesi europei”.
“La quantità e la qualità dei passaggi e degli interventi necessari per far fronte alla nuova condizione internazionale ha bisogno di un ulteriore e responsabile ‘cambio di passo’, al quale non può essere estraneo il Parlamento europeo, espressione dei popoli europei”, ha proseguito Mattarella, secondo il quale “dobbiamo, tutti, avere coraggio”. “Non credo sia stato facile per il presidente Draghi, nel pieno della crisi, affermare: ‘whatever it takes’”, ha aggiunto il Capo dello Stato, convinto che “tutto ciò che è necessario, finché è necessario, per il bene dell’Europa e delle generazioni future. È quel che dobbiamo tutti assolutamente fare”.
Mattarella, che ha ringraziato Draghi per il lavoro svolto, ha rimarcato come “in questi otto anni, è stato autorevolmente al servizio di un’Europa più solida e inclusiva, interpretando la difesa della moneta unica come una battaglia da condurre con determinazione contro le forze che ne volevano la dissoluzione”.
“Oggi – il tributo del Capo dello Stato – possiamo dire che il sistema economico europeo è più solido”.

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