Diocesi: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “mai perdere di vista l’unità della nostra Chiesa, evitando chiusure e separazioni”

“Anche se con una Liturgia diversa, non possiamo mai perdere di vista l’unità della nostra Chiesa, evitando chiusure e separazioni”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, in occasione della messa per i 350 anni della chiesa di Santa Maria Addolorata e dei Servi, a Ferrara, che per volere della stessa arcidiocesi è affidata alla cura della comunità cattolica ucraina di rito bizantino.
Dopo aver ricordato la storia di questo luogo di culto, l’arcivescovo ha voluto ringraziare i fedeli della Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina perché “la vostra presenza è un dono e una risorsa spirituale per la nostra Chiesa”. “Il passare dei secoli e delle comunità religiose fino ad oggi – ha rilevato mons. Perego – ha avuto al centro sempre la Liturgia, l’annuncio, la catechesi e la carità, che sono le dimensioni fondamentali di ogni comunità cristiana, unitamente al carisma dell’educazione femminile delle sorelle ispirate da S. Orsola”. “Anche oggi – ha proseguito – queste tre dimensioni della vita cristiana devono trovare qui i vostri spazi, ma anche le vostre attenzioni e cure, in collaborazione con le parrocchie della città”. “A Maria, qui invocata con il titolo di Addolorata, affidiamo le sofferenze del mondo, della Chiesa, delle nostre famiglie, perché sia Madre di grazia e di consolazione”, ha concluso mons. Perego.

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