Tempesta Vaia: mons. Tisi (Trento), “nella devastazione abbiamo scoperto la forza del noi”

“Paradossalmente, Vaia ha fatto emergere la presenza nel nostro Trentino di uomini e donne che si sentono comunità. Gli sguardi si sono uniti nel vento, le mani si sono intrecciate nel fango. Le lacrime si sono asciugate a vicenda. Nella devastazione abbiamo scoperto la forza del noi”. Così l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, nell’omelia della messa a un anno dalla tempesta Vaia, che ha celebrato stasera nella chiesa di Sant’Apollinare. ”Vaia – sottolinea il presule – ci ha fatti sentire in difetto rispetto alla natura che abbiamo violato, contrapponendoci a essa anziché sentircene parte”. Secondo l’arcivescovo, nelle valli trentine, storicamente, ”l’ambiente è stato una formidabile palestra dove abbiamo imparato l’arte di resistere e la necessità di farlo assieme”. “La sofferenza davanti allo sfregio degli alberi caduti, ci permette di riconoscere che noi viviamo di bellezza, che la creazione è l’habitat del bello ed essa offre una casa anche all’animo umano. Quando viene a mancare ci si accorge di quanto è importante”. Ricordando Michela Ramponi e Denis Magnani, vittime di quelle ore di tempesta, il presule si stringe alle loro famiglie, “consapevoli che la loro perdita non ha prezzo, non potrà in alcun modo essere colmata”. “Il prezzo di una vita umana non è paragonabile ad alcuna foresta”.

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