Diocesi: Civitavecchia, un percorso di preghiera con persone lgbt e le loro famiglie

Prende spunto da una frase di Papa Francesco, che definisce l’eucarestia “scuola di inclusione umana”, un nuovo percorso annuale di preghiera che la diocesi di Civitavecchia-Tarquinia propone a persone lgbt e alle loro famiglie, iniziato questa settimana nella chiesa di San Liborio a Civitavecchia. L’iniziativa, in programma ogni terzo lunedì del mese, è frutto di un impegno pluriennale ed è promossa dall’Ufficio di pastorale familiare, diretto da don Federico Boccacci, che è anche vicario diocesano per la pastorale. “Risale a diversi anni fa l’incontro tra il vescovo, mons. Luigi Marrucci, e una coppia con una figlia omosessuale – racconta al Sir –. Il vescovo li ha accolti e ha chiesto loro di creare nell’Ufficio famiglia un settore specifico. Ci siamo formati partecipando anche a incontri nazionali e oggi siamo tra i primi, assieme alla diocesi di Bologna, con una pastorale riconosciuta dalla diocesi per un’accoglienza qualificata di queste persone, che spesso vivono il dramma di non accogliersi loro per primi, e delle loro famiglie”. Una lectio divina su Zaccheo ha guidato il primo incontro, tenuto da don Boccacci, che nelle storie di chi partecipa coglie paure e desideri: “Molti si sentono indegni di un rapporto con Dio e hanno bisogno di essere apprezzati per ciò che sono. Noi li aiutiamo a comprendere che la loro situazione non li mette fuori dalla grazia o dalla fede – spiega il sacerdote -. L’eucarestia ci fa fare esperienza di convivialità con Dio e fra di noi. Questa pastorale ‘di periferia’ ci aiuta a cogliere meglio il centro, che è Cristo”.

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