Italiani nel mondo: Migrantes, soprattutto giovani e maschi gli emigrati nell’ultimo anno. Regno Unito la meta

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Da gennaio a dicembre 2018 si sono iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero 242.353 italiani di cui il 53,1% per espatrio, il 35,9% per nascita, il 6,8% per reiscrizione da irreperibilità, il 3,3% per acquisizione di cittadinanza. È quanto si legge nella XIV edizione del “Rapporto Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes, diffuso oggi e presentato a Roma. Da gennaio a dicembre 2018, hanno registrato la loro residenza fuori dei confini nazionali per espatrio 128.583 italiani, 400 persone in più rispetto all’anno precedente. Si tratta soprattutto di celibi e nubili (64,0%). Dal report si evince che “l’attuale mobilità italiana continua a interessare prevalentemente i giovani (18-34 anni, 40,6%) e i giovani adulti (35-49 anni, 24,3%). In valore assoluto – segnala la Fondazione Migrantes -, chi è nel pieno della vita lavorativa e ha deciso, da gennaio a dicembre 2018, di mettere a frutto fuori dei confini nazionali la formazione e le competenze acquisite in Italia raggiunge le 83.490 unità di cui il 55,1% maschi. Il 71,2% degli iscritti all’Aire per solo espatrio da gennaio a dicembre 2018 è in Europa e il 21,5% in America (il 14,2% in America Latina). Sono 195 le destinazioni scelte di tutti i continenti. In pole position, il Regno Unito che, con oltre 20mila iscrizioni, risulta essere la prima meta prescelta nell’ultimo anno (+11,1% rispetto all’anno precedente). “Considerando però i numeri contraddittori sulla reale presenza di italiani sul suolo inglese si può pensare che molte di queste iscrizioni siano, probabilmente, delle ‘regolarizzazioni’ di presenze già da tempo in essere, ‘emersioni’ fortemente sollecitate anche dalla Brexit che ha provocato molta confusione nei residenti stranieri nel Regno Unito e a Londra, in particolare, e continua tuttora a disturbare il sonno degli innumerevoli lavoratori di origine straniera impegnati nei diversi settori occupazionali”. Le partenze nell’ultimo anno hanno riguardato 107 province italiane, in primis Roma e Milano.

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