Diocesi: Spoleto-Norcia, mons. Boccardo in Polonia per incoraggiare la devozione a Santa Rita

Dal 21 al 23 ottobre l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, si è recato nel centro-est della Polonia, ai confini con l’Ucraina e la Bielorussia, nella diocesi di Siedlce, dove nella parrocchia del Corpus Domini, che conta oltre diecimila abitanti, da due anni è stato avviato il culto a Santa Rita grazie ad una reliquia giunta da Cascia e alla sensibilità di alcuni sacerdoti, tra cui il parroco don Stanislao Wojteczukche. Nella chiesa del Corpus Domini di Siedlce è stato realizzato un mosaico della Santa e il 22 di ogni mese viene celebrata una Messa cui segue la benedizione delle rose, simbolo della spiritualità ritiana. Qui il 22 ottobre mons. Boccardo ha celebrato una messa davanti a oltre 1300 persone. Nell’omelia mons. Boccardo ha descritto Rita come “una donna del popolo, che ha affrontato i diversi aspetti dell’esistenza con la capacità di guardare in alto. Non si è chiusa in sé nonostante i tanti momenti difficili della sua vita, anzi è stata capace di non perdere la fiducia e la speranza. Ed è per questo che la sua figura è eloquente e ricca di messaggi anche per noi: la nostra vita porta con sé, nelle diverse situazioni, dei momenti di luce e di ombra. Da Rita impariamo ad essere forti nella fede e nella speranza e ad affidarci alla provvidenza di Dio che sempre si prende cura dei suoi figli”. Al termine della messa l’arcivescovo ha benedetto le rose. In questi due anni di conoscenza della figura di Rita già si segnalano alcune “grazie”: “Sette coppie di sposi che non avevano figli hanno sperimentato la bellezza di accogliere nuove vite e due di queste hanno messo come nome alla figlia proprio Rita; ragazze/i che hanno trovato fidanzato/a; sostegno nell’affrontare la malattia come il caso di una bambina colpita da un tumore che ogni mese, con i genitori, va ad affidare la sua vita alla Santa casciana” e che mons. Boccardo ha salutato al termine della messa. Alla comunità del Corpus Domini il santuario di Roccaporena ha donato un calice quale segno spirituale di gemellaggio.

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