Comece: giornata “green” per i vescovi Ue. Associazioni alle Chiese europee, “essere profezia audace” per una “conversione ecologica”

(da Bruxelles) “Questo momento così critico, di emergenza, ci riporta al grido dei poveri e della terra con una drammaticità assoluta e può diventare un’opportunità per una conversione ecologica delle nostre Chiese in Europa, capaci di avviare processi, dare testimonianza, essere profezia audace, di visione e anche di comprensione della complessità”. È quanto hanno detto i rappresentanti di movimenti e associazioni per l’ecologia ai vescovi delegati delle Conferenze episcopali dell’Ue, riuniti a Bruxelles per l’assemblea plenaria della Comece. Oggi i vescovi si sono confrontati sulle sfide della sostenibilità, del clima e degli stili di vita alla luce della ecologia integrale, della Laudato si’ e in sintonia con Papa Francesco impegnato proprio in questi giorni nel Sinodo sull’Amazzonia che si conclude domenica prossima.
“Le persone che vivono in condizioni di povertà e di vulnerabilità sono le prime vittime della crisi climatica e sono proprio quelle che non sono responsabili del cambiamento climatico”, ha detto Maria Nyman, segretaria generale di Caritas Europa. Ai vescovi, racconta, “abbiamo parlato del legame tra la giustizia climatica e la giustizia sociale. Lo vediamo nell’incremento delle emergenze umanitarie legate alle crisi climatiche. Lo vediamo anche nel fatto che sempre più persone sono costrette a emigrare a causa di condizioni climatiche sempre più estreme. Lo vediamo anche su come il cambiamento climatico impatta sui poveri, in termini di futuro. È essenziale che le Chiese diano l’esempio. Abbiamo un documento importante come la Laudato si’. È importante metterlo in pratica, con azioni concrete che testimoniano che davvero ci siamo su questo fronte”.

Anche Cecilia Dall’Oglio, responsabile dei programmi europei per il Movimento cattolico mondiale per il clima, ricorda l’importanza oggi di “prendere opportuni provvedimenti per evitare di commettere una grave ingiustizia nei confronti dei poveri e delle future generazioni”. Ai vescovi, Cecilia Dall’Oglio ha chiesto di essere “voce profetica dell’annuncio cattolico sul disinvestimento dalle fonti fossili. Diverse Conferenze episcopali si sono già impegnate in questo senso, lo possono fare anche altre come un gesto per accelerare un’inversione di rotta e seguire una transizione giusta. Rischiamo di perdere un’opportunità mentre i poveri non possono più aspettare”. “Questa profezia passa per una missione rinnovata, che non sia più omissione davanti al grido dei poveri e della terra e passa attraverso fatti concreti”.

A Bruxelles hanno preso la parola anche Denise Auclair, senior Advisor del Cisde, e Nicola Speranza, segretario generale della Federazione delle associazioni delle famiglie cattoliche (Fafce). “La Laudato si’ – ricorda Speranza – è molto chiara nel sottolineare come l’educazione alla cura del prossimo, di se stessi e del creato inizi in famiglia e noi portiamo presso le istituzioni europee questa prospettiva”. E aggiunge: “Non dissociare mai creato e persona umana significa anche non dimenticare che la sfida demografica con l’invecchiamento della popolazione va di pari passo con quella climatica e mette a rischio il futuro stesso dell’Europa. È una sfida di sistema. Per la sfida climatica gli interessi finanziari ed economici stanno diventando sempre più palesi. Per la sfida demografica ce stiamo rendendo conto solo adesso, con l’invecchiamento della popolazione, tanto che per la prima volta nella Commissione europea abbiamo un vice presidente con il portafoglio alla demografia. In Italia il ministro Gualtieri ha chiesto di non mettere nel computo del debito le spese per la protezione dell’ambiente. Noi diciamo: questo ha senso ma ha ancora più senso non mettere nel computo del debito gli investimenti nelle politiche familiari con l’assegno unico”.

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